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	<title>Commenti a: Dal Vangelo di Giovanni</title>
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		<title>Di: danilo</title>
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		<dc:creator>danilo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2007 22:06:20 +0000</pubDate>
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Una bella risposta a questo commento credo che l&#8217;abbia data il Papa nel suo messaggio pasquale Urbi et Orbi in occasione della Pasqua di quest&#8217;anno,<br />
In particolare mi Ã¨ piaciuto un passaggio &#8230;.<br />
&#8230;&#8221;Alla prepotenza del Male ha opposto lâ€™onnipotenza del suo Amore&#8221;&#8230;.</p>
<p>Se a qualcunio fosse sfuggito, mi permetto di riportarlo imtegralmente; Ã¨ lungo ma, come nelllo stile di Benedetto XVI, chiaro e concreto e vale proprio la pena di spendere qualche minuto per dedicargli un po di attenzione.<br />
Buona lettura.Ciao. </p>
<p>&#8220;Cristo Ã¨ risorto! Pace a voi! Si celebra oggi il grande mistero, fondamento della fede e della speranza cristiana: GesÃ¹ di Nazaret, il Crocifisso, Ã¨ risuscitato dai morti il terzo giorno, secondo le Scritture. Lâ€™annuncio dato dagli angeli, in quellâ€™alba del primo giorno dopo il sabato, a Maria di Magdala e alle donne accorse al sepolcro, lo riascoltiamo oggi con rinnovata emozione: â€œPerchÃ© cercate tra i morti colui che Ã¨ vivo? Non Ã¨ qui, Ã¨ risuscitato!â€? (Lc 24,5-6).</p>
<p>Non Ã¨ difficile immaginare quali fossero, in quel momento, i sentimenti di queste donne: sentimenti di tristezza e sgomento per la morte del loro Signore, sentimenti di incredulitÃ  e stupore per un fatto troppo sorprendente per essere vero. La tomba perÃ² era aperta e vuota: il corpo non câ€™era piÃ¹. Pietro e Giovanni, avvertiti dalle donne, corsero al sepolcro e verificarono che esse avevano ragione. La fede degli Apostoli in GesÃ¹, lâ€™atteso Messia, era stata messa a durissima prova dallo scandalo della croce. Durante il suo arresto, la sua condanna e la sua morte si erano dispersi, ed ora si ritrovavano insieme, perplessi e disorientati. Ma il Risorto stesso venne incontro alla loro incredula sete di certezze. Non fu sogno, nÃ© illusione o immaginazione soggettiva quellâ€™incontro; fu unâ€™esperienza vera, anche se inattesa e proprio per questo particolarmente toccante. â€œVenne GesÃ¹, si fermÃ² in mezzo a loro e disse: Â«Pace a voi!Â»â€? (Gv 20,19).</p>
<p>A quelle parole, la fede quasi spenta nei loro animi si riaccese. Gli Apostoli riferirono a Tommaso, assente in quel primo incontro straordinario: SÃ¬, il Signore ha compiuto quanto aveva preannunciato; Ã¨ veramente risorto e noi lo abbiamo visto e toccato! Tommaso perÃ² rimase dubbioso e perplesso. Quando GesÃ¹ venne una seconda volta, otto giorni dopo nel Cenacolo, gli disse: â€œMetti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere piÃ¹ incredulo ma credente!â€?. La risposta dellâ€™Apostolo Ã¨ una commovente professione di fede: â€œMio Signore e mio Dio!â€? (Gv 20,27-28).</p>
<p>â€œMio Signore e mio Dioâ€?! Rinnoviamo anche noi la professione di fede di Tommaso. Come augurio pasquale, questâ€™anno, ho voluto scegliere proprio le sue parole, perchÃ© lâ€™odierna umanitÃ  attende dai cristiani una rinnovata testimonianza della risurrezione di Cristo; ha bisogno di incontrarlo e di poterlo conoscere come vero Dio e vero Uomo. Se in questo Apostolo possiamo riscontrare i dubbi e le incertezze di tanti cristiani di oggi, le paure e le delusioni di innumerevoli nostri contemporanei, con lui possiamo anche riscoprire con convinzione rinnovata la fede in Cristo morto e risorto per noi. Questa fede, tramandata nel corso dei secoli dai successori degli Apostoli, continua, perchÃ© il Signore risorto non muore piÃ¹. Egli vive nella Chiesa e la guida saldamente verso il compimento del suo eterno disegno di salvezza.</p>
<p>Ciascuno di noi puÃ² essere tentato dallâ€™incredulitÃ  di Tommaso. Il dolore, il male, le ingiustizie, la morte, specialmente quando colpiscono gli innocenti &#8211; ad esempio, i bambini vittime della guerra e del terrorismo, delle malattie e della fame &#8211; non mettono forse a dura prova la nostra fede? Eppure paradossalmente, proprio in questi casi, lâ€™incredulitÃ  di Tommaso ci Ã¨ utile e preziosa, perchÃ© ci aiuta a purificare ogni falsa concezione di Dio e ci conduce a scoprirne il volto autentico: il volto di un Dio che, in Cristo, si Ã¨ caricato delle piaghe dellâ€™umanitÃ  ferita. Tommaso ha ricevuto dal Signore e, a sua volta, ha trasmesso alla Chiesa il dono di una fede provata dalla passione e morte di GesÃ¹ e confermata dallâ€™incontro con Lui risorto. Una fede che era quasi morta ed Ã¨ rinata grazie al contatto con le piaghe di Cristo, con le ferite che il Risorto non ha nascosto, ma ha mostrato e continua a indicarci nelle pene e nelle sofferenze di ogni essere umano.</p>
<p>â€œDalle sue piaghe siete stati guaritiâ€? (1 Pt 2,24), Ã¨ questo lâ€™annuncio che Pietro rivolgeva ai primi convertiti. Quelle piaghe, che per Tommaso erano dapprima un ostacolo alla fede, perchÃ© segni dellâ€™apparente fallimento di GesÃ¹; quelle stesse piaghe sono diventate, nellâ€™incontro con il Risorto, prove di un amore vittorioso. Queste piaghe che Cristo ha contratto per amore nostro ci aiutano a capire chi Ã¨ Dio e a ripetere anche noi: â€œMio Signore e mio Dioâ€?. Solo un Dio che ci ama fino a prendere su di sÃ© le nostre ferite e il nostro dolore, soprattutto quello innocente, Ã¨ degno di fede. </p>
<p>Quante ferite, quanto dolore nel mondo! Non mancano calamitÃ  naturali e tragedie umane che provocano innumerevoli vittime e ingenti danni materiali. Penso a quanto Ã¨ avvenuto di recente in Madagascar, nelle Isole Salomone, in America Latina e in altre Regioni del mondo. Penso al flagello della fame, alle malattie incurabili, al terrorismo e ai sequestri di persona, ai mille volti della violenza &#8211; talora giustificata in nome della religione &#8211; al disprezzo della vita e alla violazione dei diritti umani, allo sfruttamento della persona. Guardo con apprensione alla condizione in cui si trovano non poche regioni dellâ€™Africa: nel Darfur e nei Paesi vicini permane una catastrofica e purtroppo sottovalutata situazione umanitaria; a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, gli scontri e i saccheggi delle scorse settimane fanno temere per il futuro del processo democratico congolese e per la ricostruzione del Paese; in Somalia la ripresa dei combattimenti allontana la prospettiva della pace e appesantisce la crisi regionale, specialmente per quanto riguarda gli spostamenti della popolazione e il traffico di armi; una grave crisi attanaglia lo Zimbabwe, per la quale i Vescovi del Paese, in un loro recente documento, hanno indicato come unica via di superamento la preghiera e lâ€™impegno condiviso per il bene comune.</p>
<p>Di riconciliazione e di pace ha bisogno la popolazione di Timor Est, che si appresta a vivere importanti scadenze elettorali. Di pace hanno bisogno anche lo Sri Lanka, dove solo una soluzione negoziata porrÃ  fine al dramma del conflitto che lo insanguina, e lâ€™Afghanistan, segnato da crescente inquietudine e instabilitÃ . In Medio Oriente, accanto a segni di speranza nel dialogo fra Israele e lâ€™AutoritÃ  palestinese, nulla di positivo purtroppo viene dallâ€™Iraq, insanguinato da continue stragi, mentre fuggono le popolazioni civili; in Libano lo stallo delle istituzioni politiche minaccia il ruolo che il Paese Ã¨ chiamato a svolgere nellâ€™area mediorientale e ne ipoteca gravemente il futuro. Non posso infine dimenticare le difficoltÃ  che le comunitÃ  cristiane affrontano quotidianamente e lâ€™esodo dei cristiani dalla Terra benedetta che Ã¨ la culla della nostra fede. A quelle popolazioni rinnovo con affetto lâ€™espressione della mia vicinanza spirituale.</p>
<p>Cari fratelli e sorelle, attraverso le piaghe di Cristo risorto possiamo vedere questi mali che affliggono lâ€™umanitÃ  con occhi di speranza. Risorgendo, infatti, il Signore non ha tolto la sofferenza e il male dal mondo, ma li ha vinti alla radice con la sovrabbondanza della sua Grazia. Alla prepotenza del Male ha opposto lâ€™onnipotenza del suo Amore. Ci ha lasciato come via alla pace e alla gioia lâ€™Amore che non teme la morte. â€œCome io vi ho amato &#8211; ha detto agli Apostoli prima di morire -, cosÃ¬ amatevi anche voi gli uni gli altriâ€? (Gv 13,34).</p>
<p>Fratelli e sorelle nella fede, che mi ascoltate da ogni parte della terra! Cristo risorto Ã¨ vivo tra noi, Ã¨ Lui la speranza di un futuro migliore. Mentre con Tommaso diciamo: â€œMio Signore e mio Dio!â€?, risuoni nel nostro cuore la parola dolce ma impegnativa del Signore: â€œSe uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, lÃ  sarÃ  anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerÃ â€? (Gv 12,26). Ed anche noi, uniti a Lui, disposti a spendere la vita per i nostri fratelli (cfr 1 Gv 3,16), diventiamo apostoli di pace, messaggeri di una gioia che non teme il dolore, la gioia della Risurrezione. Ci ottenga questo dono pasquale Maria, Madre di Cristo risorto. Buona Pasqua a tutti!&#8221;</p>
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