Azzeriamo i debiti dell’Africa

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In Africa milioni di bimbi malati di Aids sono senza farmaci. Il G8 ha stanziato 30 miliardi in medicine e 30 miliardi in dollari. Salvo dimenticare che l’Africa sta ancora aspettando i 50 miliardi di dollari stanziati nel precedente G8.

Questi super vertici da vetrina sono da cancellare. Veleggia solo ipocrisia di circostanza. Il Papa dice che c’è da cambiare l’economia mondiale. Basterebbe restituire le economie agli africani. Come? Lasciando maggiore autonomia decisionale. Intanto Europa e Stati Uniti tolgano i dazi doganali in ingresso dei prodotti, rivedendo tariffe e sussidi a favore degli agricoltori. Dalla Banca Mondiale al Fondo Monetario Internazionale è stato un susseguirsi d’errori. Non hanno capito che prima di portare il mercato occorre “uno Stato forte che possa dettare le regole, costruire le infrastrutture, far crescere il capitale umano attraverso l’istruzione e la sanità�.

Così si è pronunciato Thandika Mkandawire, un valente economista del Malawi che lavora a Ginevra per le Nazioni Unite. In Africa c’è da recuperare il tempo perduto, effetto di 15 anni di disastri dei programmi internazionali.

E il primo passo è intendersi sul valore della crescita. Alcuni analisti hanno evidenziato che dal 2000 diversi Paesi africani hanno buoni tassi di crescita. Il motivo è un fuoco di paglia di breve durata: l’innalzamento del prezzo del petrolio e delle materie prime hanno favorito il trend all’insù. Questi Paesi rimangono al top delle statistiche mondiali per un po’ ma poi spariscono. È la prova che la crescita non è né stabile né duratura. L’uso delle risorse naturali è un reddito temporaneo e non un vero fattore di produzione. La questione si gioca su uno scacchiere sterminato che richiede oggi la voce dell’Europa: ad esempio con un provvedimento unilaterale che azzeri il debito di tutti gli Stati africani.

Maurizio Guandalini, Economista
Tratto da Metronews.it

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