Dalla prima lettera di Paolo ai suoi di Corinto

Carità elemosina

Fratelli, aspirate ai carismi più grandi. E io vi mostrerò una via migliore di tutte.
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.
Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.
La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.
Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato.
Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

1Cor 12,31-13,13

Non è per inserire qualcosa nel blog, non è per essere banale o scontato.
Soltanto per ricordarci, per sollecitarci, per educarci a far sempre del bene. Non come lo intendiamo noi, ma come lo intende quell’Uomo appeso alla Croce.

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2 Commenti a “Dalla prima lettera di Paolo ai suoi di Corinto”

  1. Brandy scrive:

    Carità, meravigliosa parola. Sembra che essa sia però un concetto tanto grande che per noi è quasi impossibile da raggiungere, un concetto al di là delle nostre forze e delle nostre possibilità. Invece mi rendo conto sempre di più che la Carità è quella che possiamo compiere tutti i giorni in tutti i luoghi: un piccolo gesto di amicizia, un sorriso, una carezza, un aiuto. E’ in questi piccoli e magari apparentemente insignificanti gesti che si realizza la Carità cristiana, la Carità quotidiana.

  2. Alee scrive:

    Bhè, mi verrebbe da fare una domanda: ma quand’è che davvero si diventa uomini e donne?
    “Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato” . Ma in giro si vedono adulti che ragionano ancora come bambini, come adolescenti che seguono l’istinto di un attimo. Allora mi chiedo, qual’è il tassello che è mancato, impedendo che da “bambini” diventassero “uomini”?
    Penso proprio che noi (ragazzi e ragazze d’oratorio) siamo fortunati.
    Fortunati perchè abbiamo la possibilità di crescere e di capire cosa significa assumersi le proprio responsabilità in modo coerente e determinato. La vita è fatta di scelte e si deve avere il coraggio di essere fedeli a queste fino in fondo, senza farsi sviare dalle proposte più o meno allettanti che il mondo ci propone.
    Fortunati anche perchè se “cadiamo”, abbiamo una mano che ci aiuta a rialzarci e a capire come rimediare. Basta saper ascoltare ed accogliere.
    Il che non è così semplice e scontato.

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