Ripropongo anche qua, una nota inserita già sul mio profilo di facebook, riguardo la “polemica” scaturita dalle parole del Papa sul problema dell’AIDS in Africa. Spero posso far riflettere qualcuno e se volete condividere i vostri pensieri lasciate un commento.
Il cinema è fantastico, è simile alla poesia ma in più ha delle immagini che ti scorrono davanti agli occhi.
Una cosa importante del cinema sta nel fatto che il montaggio ti permette, volendo, di modificare completamente la storia, di ribaltarla da capo a piedi rispetto a come l’avevi pensata.
La cosa buffa è che questo, oramai, funziona con tutti i media che hanno a che fare con le immagini in movimento e tra questi c’è ovviamente la tv.
L’importanza della TV è che forma le coscienze, raccontandoti notizie che seppur vere possono essere montate come meglio si preferisce.
A parte tutto questo preambolo, volevo soltanto inserire le parole esatte del discorso sui preservati contro l’AIDS pronunciato dal Papa, durante il viaggio verso l’Africa. Parole di risposta alla domanda di un giornalista francese.
D. – E ora, diamo di nuovo la parola ad una voce francese: è il nostro collega Philippe Visseyrias di France 2:
D. – Santità, tra i molti mali che travagliano l’Africa, vi è anche e in particolare quello della diffusione dell’Aids. La posizione della Chiesa cattolica sul modo di lottare contro di esso viene spesso considerata non realistica e non efficace. Lei affronterà questo tema, durante il viaggio? Très Saint Père, Vous serait-il possible de répondre en français à cette question?
R. – Io direi il contrario: penso che la realtà più efficiente, più presente sul fronte della lotta contro l’Aids sia proprio la Chiesa cattolica, con i suoi movimenti, con le sue diverse realtà. Penso alla Comunità di Sant’Egidio che fa tanto, visibilmente e anche invisibilmente, per la lotta contro l’Aids, ai Camilliani, a tutte le Suore che sono a disposizione dei malati … Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di preservativi: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti. E questi sono i fattori che aiutano e che portano visibili progressi. Perciò, direi questa nostra duplice forza di rinnovare l’uomo interiormente, di dare forza spirituale e umana per un comportamento giusto nei confronti del proprio corpo e di quello dell’altro, e questa capacità di soffrire con i sofferenti, di rimanere presente nelle situazioni di prova. Mi sembra che questa sia la giusta risposta, e la Chiesa fa questo e così offre un contributo grandissimo ed importante. Ringraziamo tutti coloro che lo fanno.
Per leggere tutto il discorso:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/march/documents/hf_ben-xvi_spe_20090317_africa-interview_it.html
E allora, avete capito cosa c’entrano i preservativi?
Sono inseriti in un discorso molto più ampio, che non si ferma ai soli preservati, si parla anche di anima e di volontà. Certo se si guarda solo alla frase “non si può risolvere il flagello con la distribuzione di preservativi” sembrerebbe che il Papa abbia detto una bestemmia, ma non c’è solo quella frase.
La stessa è inserita in un contesto molto più grande, che in questo caso è molto importante al fine di capire il senso di tutta la riposta fatta al giornalista.



Già! Una frase tolta dal contesto fa dire il falso alla persona che l’ha pronunciata…
Vorrei aggiungere questa riflessione che da tempo mi frulla in testa;
a detta di coloro che riportano le notizie, sembra che l’AIDS in africa si diffonda a causa del divieto di uso di mezzi di contraccezione che la chiesa nella persona del Papa proibisce.
facendo due calcoli elementari veniamo a sapere che i cattolici sono un quarto della popolazione africana e gli altri tre quarti appartengono ad altre confessioni religiose.
Ammettendo pure che “è colpa del Papa” se una parte dei cattolici africani hanno contratto il virus dell’AIDS poichè hanno obbedito al “divieto” d’utilizzo dei mezzi di contraccezione.
mi domando: tutti gli altri contagiati che fanno parte degli altri tre quarti della popolazione e che non danno importanza alle indicazioni del Papa, perchè non lo riconoscono come loro guida spirituale, come mai hanno il virus?
forse sono solo i cattolici responsabili di questa epidemia? forse i cattolici africani sono omicidi?
forse è solo il Papa con i suoi divieti che diffonde una cultura distorta e di morte?
Forse se si è onesti occorre almeno considerare l’ipotesi che “non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari… che non si può risolvere il flagello con la distribuzione di preservativi” ma occorre IN QUESTO SENSO una “umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, ad essere con i sofferenti”.
buona giornata