la tragedia di Viareggio ci invita alla preghiera; chiediamo allo Spirito Santo e a Maria madre dell’umanità di donare coraggio ai capi di stato riuniti a L’Aquila perché possano prendere decisioni per il bene di tutti, specialmente per le popolazioni che soffrono

Una delle più belle esperienze della mia vita è stata quella di insegnante di religione; l’ho fatto per 12 anni in un liceo classico della mia città.
Ricordo che quando il vescovo mi propose l’insegnamento rimasi intimorito; oggi dico che non potrei fare a meno dei doni ricevuto dalle migliaia di ragazzi e dai quasi duecento docenti che la scuola mi ha permesso di incontrare.
Fra i tanti episodi che potrei raccontare ne ricordo uno che, a suo tempo, mi colpì molto e che ancora oggi porto nel cuore, con chiarezza.
Ero appena uscito dalla classe, un giorno, dopo aver fatto lezione in 1° liceo con studenti del terzo anno di scuola superiore; camminavo nel corridoio, da solo perchè l’insegnante dell’ora successiva era già entrata in classe ed aveva chiuso la porta. Mi sentii chiamare: “proooofff!”; era V., una ragazza della classe che avevo appena lasciato. V. era stata bocciata in 5° ginnasio; ne aveva sofferto molto e per questo motivo le volevo un bene particolare; il suo comportamento, apparentemente superficiale, non rendeva ragione della delicatezza del suo animo;
Udito il richiamo, mi girai e la giovane si mise a correre verso di me; mi si avvicinò senza dire nulla; stava piangendo. Dopo qualche istante mi spiegò che i suoi genitori avevano litigato, che era molto tempo che le cose non andavano più bene fra loro, che aveva paura per l’unità della sua famiglia e che stava soffrendo terribilmente. Dopo avermi raccontato queste cose mi disse che voleva pregare per i suoi genitori ma che non sapeva come fare. Mi chiese se avevo voglia di pregare un po’ con lei; ci demmo l’appuntamento fuori dalla scuola, al termine delle lezioni. Ricordo che attendemmo un po’ che i ragazzi sciamassero verso le proprie case e ci andammo a sedere su una delle panchine di ferro che si trovano fra le aiuole di fronte all’ingresso del liceo.
Dopo un segno di croce cominciammo a parlare con Dio dei genitori di V.; continuammo chiedendo aiuto anche per altre famiglie, per altri ragazzi, altri genitori, altre situazioni difficili. Ci capitò di ringraziare anche per alcuni doni ricevuti, per l’amore ricevuto nelle nostra famiglie. Ricordo che con spontaneità e naturalezza, proponevamo una preghiera io ed una lei; talvolta la preghiera diventava racconto, sfogo, richiesta. Ogni tanto tentavamo di concludere recitando una Ave Maria o un Padre Nostro ma più di una volta riprendemmo a pregare presentando a Dio altre intenzioni; andammo avanti così per un po’; fu un momento davvero bello. Spesso si dice che pregare non è facile, ma forse non è nemmeno poi così difficile. Pregare è amare e sentirsi amati. Per molto tempo, e ancora oggi, talvolta, provo istintivamente questa sensazione, mi è capitato di stare di fronte a Gesù con un senso di inferiorità, di vergogna, un silenzioso senso di colpa; non c’è nulla di più brutto di questo atteggiamento spirituale; Dio è solo amore, è amore e basta; in questo periodo ho iniziato la lettura de “Il Castello interiore” di S.Teresa d’Avila, un capolavoro della spiritualità cristiana che purtroppo non conoscevo. Teresa ha conosciuto l’amore di Dio dolcissimo, tenerissimo, per lei e per ognuno di noi. Di questo amore abbiamo tutti un immenso bisogno, ragazzi e adulti, figli e genitori, sacerdoti e giovani; ogni giorno, come il pane quotidiano.
don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it
Primo Piano
Servizio in Abruzzo
Ricordiamo, per chi desiderasse fare un po’ di servizio nelle tendopoli abruzzesi abitate dagli abitanti delle zone colpite dal terremoto, che è necessario collegarsi con gli incaricati diocesani e regionali della Pastorale Giovanile e della Caritas. Per tutte le informazioni potete visitare il sito della Caritas Italiana su http://www.caritasitaliana.it/
Esercizi Spirituali in estate
Durante l’estate è possibile dedicare un po’ di tempo alla cura dello spirito; gli esercizi spirituali sono una occasione importante per la nostra crescita spirituali. La FIES è un’associazione che si propone di far conoscere e promuovere gli Esercizi Spirituali. Fondata nel 1964 e riconosciuta dalla CEI come associazione ecclesiale, si articola in Delegazioni regionali e diocesane, finalizzate alla promozione dei “tempi forti” dello Spirito. Celebra assemblee biennali di studio e scambio d’esperienze. Pubblica due riviste: “Tempi dello Spirito” e il “Vento”. Vi aderiscono Case e Centri di spiritualità, diverse Istituzioni, Gruppi e Associazioni. Tutte le informazioni e corsi su http://www.esercizispirituali.it/
