
grazie a tutti coloro che con grande generosità hanno partecipato alla preghiera ed alla colletta di solidarietà a favore della popolazione di Haiti!!! Il Signore vede nel segreto ricompenserà. Il 31 gennaio si celebrerà la 57° Giornata dei malati di lebbra.
Approfondimenti
Prolusione del Cardinale Presidente Angelo Bagnasco, clicca qui.

Alcune settimane fa sono stato invitato a parlare agli studenti di una scuola superiore pubblica, non statale, guidata da un ordine religioso. I ragazzi erano circa 250, provenienti dalle classi degli ultimi tre anni del liceo scientifico e classico. Per l’occasione, erano stati invitati anche alcuni studenti di altri istituti statali della città. Il tema che mi era stato affidato riguardava la ricerca di una vita piena, della felicità.
Devo ammettere che, entrando nel teatro gremito di giovani, ho provato una certa nostalgia degli anni in cui io stesso frequentavo il liceo scientifico, alla fine degli anni ’70; in quel periodo era obbligatorio partecipare alle assemblee di Istituto; non si poteva uscire dalla scuola; era possibile eventualmente rimanere in classe; tutti raccolti in palestra si parlava per lo più di politica, di divorzio, di aborto, di femminismo, di terrorismo, di temi interessanti; oggi la partecipazione alle assemblee di istituto è facoltativa.
Al termine del mio intervento, durante la pausa, due alunni organizzatori si sono avvicinati per ringraziarmi e per chiedermi se – nella seconda parte dedicata al dibattito ed alle domande – gentilmente, potevo evitare di nominare il nome di Dio; in questo modo erano certi di interpretare il desiderio degli ascoltatori, alcuni dei quali, pur essendo in una scuola cattolica, vivevano una sorta di rifiuto per tutto ciò che era religioso.
Dopo l’intervallo, nello spazio dedicato alla discussione, le domande, spesso formulate da giovani che si presentavano autodefinendosi atei, in realtà, nella maggior parte dei casi, parlavano di Dio o di Gesù. Molti giovani facevano considerazioni profonde e ponevano quesiti seri sul mistero della sofferenza, della morte, della malattia; alcuni di loro hanno raccontato esperienze di amici disabili, di fratelli malati, di persone care morte prematuramente; qualcuno ha chiesto: “dov’è Dio? A cosa serve la preghiera?”; un giovane mi ha chiesto se pensavo che la sofferenza fosse una punizione di Dio; fra una risposta e l’altra, in un silenzio assordante ho raccontato il famosissimo episodio presentato da Elie Wiesel nel libro autobiografico “La notte”; lo scrittore narra che nel lager di Birkenau, di fronte a tre prigionieri impiccati – due adulti e un bambino – qualcuno chiese “Dov’è Dio?” ed una voce rispose: ”Eccolo, davanti a te, appeso ad una forca”.
Ho avuto la sensazione che molti giovani desiderassero sentirsi dire che Dio non punisce mai e ama sempre, che Dio ascolta, è vicino, sostiene, porta la croce con noi; dalle domande ho potuto capire che volevano vedere se credevo davvero che Colui che è crocifisso non è Colui che “punisce” bensì colui che subisce e prende su di sé la sofferenza del mondo; molti erano contenti di ascoltare che Gesù è colui che muore per noi e risorge con noi.
Ogni tanto, durante il dibattito, scattava qualche applauso; i battiti di mani sembravano essere lo sfogo di giovani che avevano una gran voglia di appoggiare la testa sul cuore di Gesù, come fece l’apostolo Giovanni, probabilmente loro coetaneo, durante l’Ultima cena.
Nel pomeriggio i ragazzi sono tornati, quasi tutti, per vedere insieme un bel film sul senso della vita; la mattina successiva erano previsti dei gruppi di lavoro.
Vorrei ringraziare i religiosi ed i professori di quella scuola: dobbiamo credere nei giovani, nell’educazione e nella loro gran voglia di sentir parlare di Gesù.
don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it
Primo Piano
DIOCESI SPAGNOLE
E’ possibile visionare una cartina che indica la divisione in diocesi della Spagna attraverso il link http://www.conferenciaepiscopal.es/diocesis/default.htm. Per i riferimenti più precisi riguardanti gli incaricati delle Pastorali Giovanili di ogni singola diocesi scrivere a giovani@chiesacattolica.it
25 ANNI DI GMG E 10° ANNIVERSARIO DELLA GMG DI TOR VERGATA
Quest’anno ricorre il 25° della prima GMG celebrata a Roma nel 1985 e il 10° anniversario della GMG di Tor Vergata. A tale scopo il prossimo 25 marzo, giovedì precedente la Domenica delle Palme, il Papa desidera incontrare in Piazza San Pietro i giovani di Roma e del Lazio per uno speciale evento di festa e di preghiera. L’incontro si svolgerà di sera, dalle 19 alle 21,30, per permettere anche ai giovani lavoratori di intervenire. Ci attendiamo pure quelli che nel 2000 erano ragazzi e parteciparono a Tor Vergata. Certi che vorrete corrispondere al desiderio del Papa incoraggiando i giovani delle vostre realtà, dai 15 ai 35 anni, a partecipare numerosi e con gioia per la buona riuscita di questo nostro evento ecclesiale. Per informazioni: www.chiesagiovane.it.
E GLI ALTRI DOVE SONO?
Il Servizio Giovani di Pastorale Giovanile di Milano organizza il 2° incontro dedicato ai giovani dal titolo “E GLI ALTRI, DOVE SONO? Per prendersi cura non solo “dei nostri”. L’ incontro che si terrà sabato 6 febbraio presso il Seminario Arcivescovile di Milano, prevede riflessioni, testimonianze e scambio di idee all’interno di piccoli gruppi sotto la guida di persone competenti e impegnate nell’attività pastorale. Nel corso di questo anno pastorale l’Osservatorio Giovani si sta impegnando a guardare con attenzione nella direzione di coloro che “non ci sono”. Per info: http://www.chiesadimilano.it/giovani
VOGLIO VIVERE COSI’ – Be a normal….teen spirit
È il progetto di discoteca under 18 che partirà alle ore 15.00 del 14 febbraio 2010 promosso dalla Fondazione Spazio Reale costituito tutto da giovani in collaborazione con lo Spazio Service srl e con l’Associazione Spazio Giovani. L’iniziativa di una discoteca no alcool no droga, pensata per i ragazzi dai 13 ai 17 anni, con musica commerciale, intende far passare fra i giovani l’idea che, oggi, è la normalità ad essere divenuta “eccezionalità”: nel frastuono delle mille sovra-sollecitazioni quotidiane, si è perso il senso e l’importanza del vivere vero e reale, senza finzione e senza maschere, senza sentire il bisogno di ricorrere a presunti supporti artificiali. La sfida proposta ai giovani è semplice e può apparire banale, ma in realtà si rivela assai ardua: essere normali, con le proprie specificità, i propri limiti e le proprie potenzialità; essere presenti a se stessi e agli altri, fuori dalla finzione e degli pseudo piaceri artificiali, nella concretezza di tutti i giorni, accettando di vivere pienamente e la propria giovinezza, senza omologarsi alle abitudini, ai vizi ed agli eccessi. Questa è anche l’essenza e la sfida della libertà: una libertà vista non solo come assenza di vincoli o di limiti, ma essenzialmente come capacità di vivere con gli altri e di progettare se stessi. Per informazioni, clicca qui.
LA PRIMA GENERAZIONE INCREDULA
Questo il titolo del nuovo libro di don Armando Matteo, Assistente nazionale della FUCI, appena uscito per l’editore Rubbettino. L’agile saggio, in libreria dal 27 gennaio, è dedicato al tema quanto mai attuale del “difficile rapporto tra i giovani e la fede”, affrontato sia sotto il profilo intra-ecclesiale, sia con una più ampia consapevolezza delle dinamiche sociali e culturali in gioco. A una lucida analisi della “incredulità” dei giovani contemporanei, e delle responsabilità che il mondo degli adulti ha nei confronti di essa, si accompagna un pressante invito alla comunità ecclesiale a farsi promotrice di un rinnovato interesse per le nuove generazioni, perché sia loro restituita la prospettiva di un futuro sensato. Per info: http://www.fuci.net/.
