Il diavolo veste Prada

Il Diavolo Veste Prada

Questa volta per la recensione e pseudocritica vorrei utilizzare le parole di un giornalista che esprime molto bene il mio pensiero sul film:

“David Frankel, il regista, è anche quello di ‘Sex and The City’, e il meccanismo in fondo è lo stesso, un rutilante mondo dell’immagine falso quel tanto che basta per renderlo glamour, una favola in cui il brutto anatroccolo diventa cigno, ma siccome ha cervello e senso morale non si lascia irretire dalle sirene della carriera fine a se stessa e senza scrupoli. (…) cammei di Valentino, Heidi Klum e Bridget Hall che fanno se stessi, Meryl Streep (Miranda Priestly)che è un po’ Crudelia della ‘Carica dei Centouno’, un po’ la Regina cattiva di Biancaneve…
Il risultato non è sgradevole, molto patinato, molto leccato, molto pubblicitario, uno spottone che vale quell’ora e mezzo di pura evasione.
Meryl Streep fa naturalmente la parte del leone, e il suo tono di voce, basso ma gelido, è destinato a fare scuola nel mondo reale del giornalismo di moda, Anne Hataway (Andy Sachs) è graziosa al punto giusto e anche qualcosina di più, Stanley Tucci (Nigel) fa il braccio destro, gay e discreto, della temutissima direttrice senza strafare. Gli attori migliori, comunque, sono gli abiti.”

(Stelio Solinas, ‘Il Giornale’, 13 ottobre 2006)

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2 Commenti a “Il diavolo veste Prada”

  1. Sberzo scrive:

    ma va che sei fuori di testa!
    ciaoooo :)

  2. Testa Davide scrive:

    bella la recensione e bello il film ma ricordatevi che: IL POOVERO DIAVOLO NON VESTE PRADA ahahahaha

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