Il prezzo dei prodotti Altromercato viene stabilito dialogando con i produttori ed è definito dopo un periodo di confronto. Il prezzo equo Altromercato vuole dunque creare opportunità di sviluppo per i produttori, garantendo loro un giusto compenso per il loro lavoro. Ma cosa c’è dietro a un prezzo?

Ctm altromercato garantisce ai produttori un PREZZO EQUO per i loro prodotti, come viene definito sia dal 5° criterio di IFAT, la Federazione Mondiale del Fair Trade, sia dalla Carta dei Criteri di AGICES, l’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale. Ciò significa che i prezzi Altromercato sono costruiti in modo tale da garantire ai produttori un compenso minimo garantito, che va al di là delle oscillazioni di mercato. Tale giusto compenso permette ai fornitori del Sud del mondo una vita dignitosa e tiene conto sia dei costi delle materie prime, dell’attrezzatura e del lavoro, sia della realizzazione di alcuni progetti di sviluppo a beneficio della comunità.
Riconoscere il giusto prezzo ai prodotti dei contadini e degli artigiani del Sud del mondo è possibile anche grazie alla natura not-for-profit del Consorzio Ctm altromercato, inteso sia come centrale di importazione che come rete di distribuzione composta da Botteghe del Mondo. I margini per la distribuzione, infatti, non alimentano il profitto di nessuno, ma sono fissati in modo da assicurare la sostenibilità della centrale operativa e delle Botteghe; gli eventuali utili sono poi reinvestiti per aumentare l’efficacia dell’azione di commercio equo e solidale. Il prezzo equo è infatti soltanto uno degli strumenti per incentivare l’autosviluppo dei produttori, altri strumenti non meno importanti sono ad esempio il prefinanziamento e la continuità dei rapporti commerciali.
Il prezzo equo: uno dei criteri del commercio equo e solidale
Secondo i criteri IFAT (International Fair Trade Association) per le organizzazioni fair trade, “è considerato equo un prezzo concordato fra le parti tramite il dialogo e la partecipazione, che garantisca una retribuzione equa per i produttori ma che allo stesso tempo sia sostenibile dal mercato. Laddove esistono prezzi equi minimi (fair minimum price and premium) stabiliti a livello internazionale, questi sono rispettati“. Inoltre, gli importatori garantiscono ai propri produttori partner il prefinanziamento della produzione e il pagamento tempestivo.
Anche AGICES, l’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale, elenca tra i Criteri generali adottati dalle organizzazioni di commercio equo e solidale il pagamento di “un prezzo equo che garantisca a tutte le organizzazioni coinvolte nella catena di commercializzazione un giusto guadagno; il prezzo equo per il produttore è il prezzo concordato con il produttore stesso sulla base del costo delle materie prime, del costo del lavoro locale, della retribuzione dignitosa e regolare per ogni singolo produttore“.
Al prezzo equo, come per altro anche agli altri criteri del commercio equo e solidale, si arriva attraverso un confronto. Il prezzo deve coprire l’intero costo della produzione del bene, incluse le spese sociali ed ambientali. Questo prezzo deve essere tale da fornire ai produttori uno stile di vita accettabile ed un margine per gli investimenti futuri. Generalmente, le organizzazioni impegnate nell’importazione dei prodotti accettano i calcoli proposti dai produttori e in ogni caso viene garantito un prezzo minimo. La considerazione dei costi sociali ed ambientali nel prezzo di un prodotto è un’idea che è stata da sempre condivisa da organizzazioni internazionali quali l’ONU e l’Unione Europea ed è alla base del concetto di “ecotassa” sostenuto dai movimenti ambientalisti.
È un errore credere che un prezzo giusto per i produttori comporti necessariamente prezzi superiori alla media per i consumatori: circa la metà dei prodotti del commercio equo ha un prezzo superiore a quello di mercato e l’altra metà ha un prezzo addirittura inferiore. Molti prodotti sono altamente concorrenziali grazie all’assenza di intermediari nella catena di distribuzione e al contributo prezioso dei volontari.
I prezzi equi di Ctm altromercato
I prodotti Altromercato hanno un prezzo giusto che remunera dignitosamente i produttori, che non implica sfruttamento né speculazione, un prezzo equo che sostiene progetti di autosviluppo. Altromercato offre, infatti, ai propri fornitori continuità nei contratti e un prezzo minimo garantito per i loro prodotti, aldilà delle anomalie del mercato, fissato in base alle esigenze reali dei produttori (costo del lavoro, costo delle materie prime e progetti di sviluppo) e comunque sempre superiore a quello di mercato. Un sovrapprezzo viene inoltre assicurato per il sostegno di progetti autogestiti e, per quanto riguarda gli alimentari, viene riconosciuto un premio ulteriore per i prodotti a coltivazione biologica. Nel caso in cui le quotazioni di mercato superino il prezzo offerto, Ctm altromercato procede ad un adeguamento del prezzo che non passa attraverso la borsa ma raggiunge direttamente i produttori e le loro organizzazioni. Contro la logica delle speculazioni di borsa, il commercio equo e solidale di Ctm altromercato assicura inoltre il prefinanziamento fino al 50% dell’ordine, continuità e durata dei contratti e redditi dignitosi ai produttori.