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Scuola della Parola: La Samaritana

giovedì, 18 gennaio 2007

Samaritana

Ciao,
per tutti quelli che al precedente incontro di Scuola della Parola a Gallarate non erano presenti, metto il brano tratto dal Vangelo di Giovanni su cui hanno meditato i Giovani, in vista della serata di confronto di giovedi 18 gennaio.

1 Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni 2 – sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli -, 3 lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea. 4 Doveva perciò attraversare la Samaria. 5 Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6 qui c`era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7 Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: “Dammi da bere”. 8 I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. 9 Ma la Samaritana gli disse: “Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?”. I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. 10 Gesù le rispose: “Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. 11 Gli disse la donna: “Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest`acqua viva? 12 Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?”. 13 Rispose Gesù: “Chiunque beve di quest`acqua avrà di nuovo sete; 14 ma chi beve dell`acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l`acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna”. 15 “Signore, gli disse la donna, dammi di quest`acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua”. 16 Le disse: “Và a chiamare tuo marito e poi ritorna qui”. 17 Rispose la donna: “Non ho marito”. Le disse Gesù: “Hai detto bene “non ho marito”; 18 infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero”. 19 Gli replicò la donna: “Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare”. 21 Gesù le dice: “Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità”. 25 Gli rispose la donna: “So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa”. 26 Le disse Gesù: “Sono io, che ti parlo”. 27 In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: “Che desideri?”, o: “Perché parli con lei?”. 28 La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: 29 “Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?”. 30 Uscirono allora dalla città e andavano da lui.31 Intanto i discepoli lo pregavano: “Rabbì, mangia”. 32 Ma egli rispose: “Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete”. 33 E i discepoli si domandavano l`un l`altro: “Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?”. 34 Gesù disse loro: “Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35 Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36 E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete. 37 Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete. 38 Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro”. 39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: “Mi ha detto tutto quello che ho fatto”. 40 E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni. 41 Molti di più credettero per la sua parola 42 e dicevano alla donna: “Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”.

Giovanni 4,1-42

Per quelli che poi, vogliono uno spunto da cui partire a meditare consiglio di visitare il sito: della diocesi di Capua che ci viene in aiuto con un “commento” al Vangelo di Giovanni.

Buona lettura e buona riflessione.
A giovedi

per i Giovani

lunedì, 8 gennaio 2007

Il Papa e i Giovani

Se avremo il coraggio dell’autenticità quando falsità e
compromesso sono più comodi: la verità ci renderà liberi.
Se costruiremo la giovinezza nel rispetto della vita e
nell’attenzione dell’uomo in un mondo malato d’egoismo: daremo testimonianza di amore.
Se, in una società deturpata dall’odio e dalla violenza, sapremo
accogliere e amare tutti, saremo costruttori e artigiani della pace:
“I giovani e la pace camminano insieme”.
Se sapremo rimboccarci le maniche davanti al male, al dolore, alla disperazione: saremo, come Maria, presenza amica e discreta che si dona gratuitamente.
Se avremo il coraggio di dire in famiglia, nella scuola, tra gli amici che Cristo è la certezza: saremo sale della terra.

Comunità di Taizé

Giovani del nuovo millennio, non usate male la vostra libertà!
Non sciupate la grande dignità di figli di Dio che vi è stata donata!

Giovanni Paolo II

Ascolta!

sabato, 23 dicembre 2006

Concerto degli angeli - Gaudenzio Ferrari

[...] Proprio ora avverti come sia importante ascoltare. [...]
Anche a te, vorrei raccomandare: ascolta, impara ad ascoltare, insegna ad ascoltare.
Nelle vite frettolose e indaffarate, sii tu la presenza paziente, pronta a raccogliere le confidenze, disponibile alla benevolenza che, mentre ascolta, incoraggia, senza giudicare, senza indiscrezione. Nel momento in cui è forte la tentazione di ripiegarsi sui propri mali, sii tu la presenza amica che tende la mano e offre il proprio tempo per restituire un pò di sorriso. Non lasciarti andare al lamento, non chiuderti su te stesso, piuttosto ascolta e consola, ascolta e cerca di comprendere, ascolta e scerca le poche parole necessarie per aprire uno speraglio di speranza.

Ascolta! Non trascurare di ascoltare Gesù che ha parole di vita eterna. [...]

Ascolta! Chi sa ascoltare la parola di Dio e le confidenze degli altri è come quella pagina bianca sulla quale gli angeli [...] scrivono pagine di vangelo. [...]

Ascolta! L’attitudine all’ascolto può renderti pagina di vangelo scritta nella carne e nelle lacrime, nell’attesa e nell’inquietudine. [...]

E se sei capace di un ascolto così, prova a immaginare con quale tenerezza promurosa ti ascolta il Signore! Lui che si commuove per chi soffre, che prova compassione per coloro che sono tormentati, Lui certo ascolta la tua preghiera, viene in aiuto alla tua debolezza e non tarderà a rivelarti la sua misericordi. [...]

Arcivescovo Dionigi Card. Tettamanzi
Lettera agli ammalati

Questo vuole essere il secondo augurio di Buon Natale.

ai Filippesi

venerdì, 22 dicembre 2006

La gioia delle piccole cose

Fratelli, rallegrati nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La nostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.

Fil 4, 4-7

Dalla prigione in cui si trovava, san Paolo invita i suoi fratelli di Filippi, e noi con loro, a restare sereni, gioiosi, con la pace e gratitudine nel cuore. Il signore Gesù è vicino, e ci custodirà da angoscia, disperazione, paura.

Questo vuole essere un primo augurio di Buon Natale.

A Timoteo

mercoledì, 18 ottobre 2006

San Timoteo

Carissimo, il fondamento gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo: Il Signore conosce i suoi, e ancora: Si allontani dall`iniquit� chiunque invoca il nome del Signore. 20 In una casa grande per� non vi sono soltanto vasi d`oro e d`argento, ma anche di legno e di coccio; alcuni sono destinati ad usi nobili, altri per usi pi� spregevoli. 21 Chi si manterr� puro astenendosi da tali cose, sar� un vaso nobile, santificato, utile al padrone, pronto per ogni opera buona. 22 Fuggi le passioni giovanili; cerca la giustizia, la fede, la carit�, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.

2 Timoteo 2,19-22

Siamo richiamati da S.Paolo a fare scelte importanti nella nostra vita verso Dio. Ci Richiama alla purezza dello spirito per servire al meglio il nostro signore o pi� semplicemente per lodarlo con pi� naturalezza e lealt�.
Una cosa ci indica con chiarezza, cercare la giustizia, la fede, la carit�, la pace e non da soli o per noi stessi, ma insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.
Guardiamoci attorno e osserviamo chi ci st� accanto.
Abbiamo il coraggio di evita le discussioni sciocche e non educative, sapendo che potrebbero generare delle contese?
Sappiamo essere miti e pazienti nelle offese subite?

Bhe ci sar� un motivo perch� Paolo � Santo!
noi stiamo ancora camminando, ma verso chi?

La teoria dell’evoluzione

mercoledì, 20 settembre 2006

Evoluzione

A Benedetto XVI le teorie sull’ evoluzionismo non convincono affatto. Sono “irragionevoli”. Durante la messa il Papa teologo ha invitato i cattolici desiderosi di capire, a porsi una domanda – “che cosa esiste all’origine?” – tenendo presente che “i conti sull’uomo, senza Dio non tornano”, così come “i conti sul mondo, su tutto il vasto universo, senza di Lui non tornano”.

Le possibilità di risposta, ha spiegato il Papa, sono solo due: o “è la Ragione creatrice, lo Spirito che opera tutto e suscita lo sviluppo o è l’Irrazionalità che, priva di ogni ragione, stranamente produce un cosmo ordinato in modo matematico e anche l’ uomo e la sua ragione”. Se così fosse, sarebbe allora ‘’il risultato casuale dell’ evoluzione e quindi in fondo anche una cosa irragionevole”.

Poi ha ricordato: “Noi cristiani diciamo: credo in Dio padre, creatore del cielo e della terra, credo nello spirito creatore. Noi crediamo che all’origine c’è il verbo eterno, la Ragione e non l’Irrazionalità”.

Sin dai tempi dell’Illuminismo “almeno una parte della scienza si impegna con solerzia a cercare una spiegazione del mondo in cui Dio diventi superfluo” ma, ha ripetuto, alla fine “i conti non tornano” mai.

“Oggi che conosciamo le patologie e le malattie mortali della religione e della ragione, le distruzioni dell’ immagine di Dio a causa dell’odio e del fanatismo, e’ importante dire con chiarezza in quale Dio noi crediamo” ha aggiunto il Pontefice, che si è soffermato a riflettere sul “volto umano di Dio” e sul fatto che la fede richiama alla responsabilità.

Tratto da Ansa.it