Archivi per la categoria ‘Pensieri’

Dal Vangelo di Giovanni

mercoledì, 18 aprile 2007

Dio è amore

A due settimane dalla Pasqua, e in questo nostro periodo storico, le parole del vangelo risuonano sempre e con maggior vigore.

“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.”

Gv 3, 16-20

Per i cristiani perseguitati, per le vittime di ogni ingiustizia e invidia umana: per la tua forza siano fedeli alla loro fede e alla loro coscienza.

Per coloro che hanno di te l’idea errata di giudice vendicatore: scoprano che tu sei Padre e che ci hai tanto amato da consegnare Cristo tuo figlio per la vita del mondo.

Per tutti i credenti: comprendano che Cristo è giudizio luminoso dell’autenticità e del valore delle loro opere.

Per quanti sono preposti ai mezzi di comunicazione sociale: siano sempre umili cercatori e servitori della verità.

Per noi, che chiami a compiere la verità con opere disinteressate e trasparenti: ci sentiamo sempre più responsabili di questa nostra vocazione.

Buona Pasqua!

sabato, 7 aprile 2007

Missioni Difficili

Portare il vestito più bello

lunedì, 2 aprile 2007

Sepolcro palestinese

Un augurio per viver bene questa settimana Santa.

“Allora, cari giovani, vivete la prossima Pasqua nell’intensità di chi vuole scoprire in Gesù crocifisso e risorto la sorgente e il modello di un amore che dà senso alla vostra vita e al vostro futuro, che rende veri i vostri legami e che vi fa essere nella società i testimoni dell’amore di Dio che è in mezzo a noi. ”

Card. Dionigi Tettamanzi

Per leggere il messaggio completo del Cardinale.

Il Parroco boicotta S.Giuseppe per protesta

venerdì, 23 marzo 2007

San Giuseppe

A Grisì (PA), una frazione di Monreale con meno di mille abitanti, la statua di San Giuseppe è uscita in processione senza il parroco, don Pietro Lombardo.
Motivo? Lo spiega lui: «Un gruppo di persone voleva impormi di alternare, alla processione, vampate e giochi pirotecnici; volevano, insomma, mischiare il sacro con il profano.
Io ho ribadito con fermezza, dopo aver avuto il conforto dei miei superiori, che l’aspetto folcloristico doveva essere organizzato solo alla fine della processione.
Si sono rivoltati, protestando. Da qui la decisione di non accompagnare San Giuseppe».

Tratto da metro del 23/03/07

Un esempio pratico che punta alla nostra presa di coscienza della distinzione netta tra quello che è sacro e tutto il resto; tra il dialogo personale o comunitario con Dio e la festa.
Una separazione necessaria per permettere ad ogni uomo di vivere questi 2 due momenti nel modo migliore possibile.

la Fuga

mercoledì, 21 febbraio 2007

La Fuga

Bambino di 4 anni scappa in bus dal papà

Difficile accettare la separazione dei genitori, così sabato scorso un bambino di 4 anni è salito su un autobus per raggiungere il padre a San Fruttuoso (Genova).
La fuga però è durata poco: il piccolo è stato rapidamente “intercettato” dalla polizia che lo ha riaccompagnato dalla madre.
“Voglio vivere insieme a mamma e papà”, ha spiegato.

Tratto da city del 21/02/07

Non esprimo un giudizio riguardo a due persone che dopo un periodo insieme scoprono di non amarsi oppure di non trovarsi bene assieme; ma nel momento in cui da una coppia nasce un bambino, che sia l’opera di un disegno d’amore oppure da un eccesso di egoismo, penso che non si debba in alcun modo abbandonare le proprie responsabilità di genitori a discapito della vita, dell’infanzia e della senerità del proprio figlio.

La “voglia” di questo bambino di vivere insieme a suoi genitori deve farci riflettere su tutto quello che succede in Italia (tra pacs e di.co.) e sul perchè la Chiesa Cattolica si “batta” estrenuamente per difendere la famiglia fondata sul matrimonio.

IO cosa posso fare?

lunedì, 19 febbraio 2007

Cottolengo

Dopo la visita alla Piccola Casa del Cottolengo di Torino, tante emozioni, a partire dal cuore, stimolano la mente.

Caritas Christi urget nos!
(“L’amore di Cristo ci sprona”, San Paolo, 2Cor 5,14)
è il motto della Casa e viene dalla frase che il Cottolengo stesso affisse sulla porta del primo “Deposito”.

Vedere e ascoltare della partecipazione alla vita della Piccola Casa nella spontaneità della donazione di sé e del servizio agli ospiti, è occasione unica di riflessione su se stessi e stimola a un ripensamento circa la propria esistenza, i propri valori, la povertà, la religione, l’emarginazione… In vari modi, aver visto chi vive accanto a chi conduce un’esistenza nel disagio lascia una traccia significativa nel proprio cuore e, spesso, sollecita a una revisione della propria vita.”

Per la famiglia, per i fratelli e le sorelle,
Io cosa posso fare?
Per la comunità, l’oratorio e gli amici,
Io cosa posso fare?
Per la società e per coloro che la società esclude,
Io cosa posso fare?
per gli emarginati e gli ammalati,
Io cosa posso fare?
Per chi amiamo e per chi ci ama,
Io cosa posso fare?
Per chi non ci ama e per chi ci è distante,
cosa posso fare, Io?

Link al sito della Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino
Dal Movimento per la Vita