Archivi per la categoria ‘Recensioni’

A Christmas Carol

lunedì, 14 dicembre 2009

Il vecchio e avaro strozzino Ebenezer Scrooge non ha alcuna intenzione di condividere le gioie del Natale. Né con il nipote Fred né con il suo dipendente Bob, che riceve uno stipendio da fame e ha una famiglia numerosa, né tantomeno con chi gli chiede sottoscrizioni in favore dei più diseredati. Per lui il Natale è solo un giorno in cui deve pagare Bob che resterà però a casa.
La notte della vigilia compare però, terrorizzandolo, il fantasma del suo socio in affari Marley, morto sette anni prima. Marley gli annuncia l’arrivo di tre Spiriti. Uno gli mostrerà i suoi Natali passati, uno quello presente e l’ultimo quello futuro in cui lui sarà morto e nessuno avrà un buon ricordo della sua esistenza. La lezione gli servirà.

(continua…)

UP

domenica, 1 novembre 2009

UP

In una sala cinematografica si proietta un cinegiornale su un esploratore, Charles Muntz, che è tornato dall’America del Sud con lo scheletro di un uccello che la scienza ufficiale qualifica come falso. Muntz riparte per dimostrare la sua onestà. Un bambino occhialuto, Carl, è in sala. Muntz è il suo eroe. Incontrerà una bambina, Ellie, che ha la sua stessa passione. I due cresceranno insieme e si sposeranno. Un giorno però Carl si ritrova vedovo con la sua villetta circondata da un cantiere e con il sogno che i contrattempi della vita non hanno mai permesso a lui ed Ellie di realizzare: una casa in prossimità delle cascate citate da Muntz come luogo della sua scoperta. Un giorno un Giovane Esploratore bussa alla sua porta. Sarà con lui che Carl, senza volerlo, comincerà a realizzare il sogno.
Un film di animazione (targato Disney) ha aperto per la prima volta il Festival di Cannes. Si è trattato di un segnale molto preciso se si considera che la Major americana era assente da 5 anni dalla Croisette (l’ultima volta aveva presentato Ladykillers) e proponeva un film in 3D. La tridimensionalità viene utilizzata in questo film senza le esagerazioni effettistiche che, come sempre,, accompagnano le fasi nodali della storia della settima arte a partire dall’invenzione del sonoro.
Il rischio che la sceneggiatura si mettesse al servizio della tecnologia c’era ma è stato brillantemente evitato. Semmai sussiste la possibilità che Up piaccia più agli adulti che ai bambini i quali dovranno attendere l’arrivo del solerte e tondeggiante Giovane Esploratore per avviare il necessario processo di identificazione nell’avventura. Fino ad allora ci viene narrata la tenera e delicata storia di un venditore di palloncini con la passione per l’avventura condivisa da un’amica e poi compagna per la vita.
La sequenza in cui si narra il percorso di Carl ed Ellie partendo dall’infanzia sino ad arrivare alla morte di lei è di quelle che si fanno ricordare per la divertita sensibilità con cui è costruita. Le citazioni cinematografiche non mancano (a partire dalla somiglianza del protagonista anziano con Spencer Tracy per finire con il vecchio Muntz che ricorda Vincent Price passando per echi spielberghhiani) ma non hanno la pesante insistenza che si può rinvenire in altri film di animazione. Perché questo è un film leggero. Leggero su temi ponderosi come quello dell’invecchiare da soli, dei sogni non realizzati, della memoria viva di chi ci ha lasciati, del rapporto giovani/anziani. Un film leggero come quei palloni che portano magrittianamente nei cieli un’intera casa liberandola da un mondo incapace di comprendere i sogni.

Tratto da MYmovies.it

Personalmente, mi sono divertito e commosso guardando questo film. Il valore delle promesse fatte da bambino porterà il protagonista a vivere quelle avventure che riusciva solo ad immaginare e che in realtà ha vissuto tutta la vita insieme alla sua Ellie.

Giovani di oggi

venerdì, 12 ottobre 2007

di Domenico Sigalini

Giovani di Oggi

Oggi vorrei presentarvi questo libro. Un libro interessante che parla in modo inedito dei Giovani e della loro esistenza.
Un libro indirizzato principalmente agli adulti, ma che cosiglio, anche, a tutti gli educatori di oggi, a quelli futuri, ai responsabili degli oratori, ai parroci, a tutti quelli che sn a contatto con le nuove generazioni.

Dal retro del libro:
“Sulle nuove generazioni corrono le opinioni più diverse, espresse spesso in base all’andamento della cronaca e dei fatti che la dominano.
Così i giovani sono di volta in volta ritenuti generosi fino all’eroismo, o eterni immaturi, o egoisti insensibili.
Ma chi sono veramente questi giovani, quasi invisibili nei luoghi dela vita ordinaria?
Chi è il popolo della notte?
O la generazione del web e dei telefonini?
Quali i loro sogni, le loro angosce, le loro sofferenze, i loro progetti per il futuro?”

Domenico Sigalini. Vescovo di Palestrina, è stato per dieci anni Responsabile della Pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Italiana.

Francesco Rossi. Giornalista del SIR – Servizio Informazione Religiosa

Tratto dal libro:
“Sicuramente i giovani si rendono conto di non essere mai all’altezza di un merito, ma devono sapere anche, che Dio va oltre le debolezze, le cancella, non le vede, non le tiene conto [...].
Gesù è diverso, la fede cristiana non è la somma dei successi, ma dei continui inviti a ricominciare che Dio ci rivolge.”

Per chi volese acquistare il libro on-line:

Un saluto

Simpson – Il film

giovedì, 4 ottobre 2007

The simpson - Il Film locandina

“Adesso possiamo dirlo: avevamo una gran paura. Paura che dopo 18 anni e 396 puntate tv il film dei ‘Simpson’ risultasse fiacco o già visto.
Timore giustificato forse, ma fortunatamente infondato. Al debutto su grande schermo la famiglia più schifosa d’America – più schifosa e più vera, ergo amabile con tutti i suoi difetti, anzi amabile proprio perchè è un concentrato di limiti e bassezze – fa scintille. Come e più che in tv.
Non c’è un’idea che sappia di vecchio. Non c’è una scena che non sia trasportata dalle immagini, e non dai dialoghi (è grande cinema comico, non tv fatta in serie). Non c’è situazione, gag o semplice battuta che non sia una miniera di sottotesti.
Non sappiamo cosa pensino gli psicoterapeuti Usa di questa famiglia così ‘disfunzionale’ e insieme così unita (a suo modo, ovvio). Certo è che le nevrosi, le fissazioni, le incorreggibili inciviltà dei Simpson sono una gigantesca cartina di tornasole. Anzi uno specchio in cui ognuno ritrova qualcosa di sè o dei propri cari.”
(Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 14 settembre 2007).

Simpson - Il Film scena

L’idea di mettere un episodio dei “Simpson” su pellicola è di gran lunga riuscito, mai una sbavatura, mai una perdita di quel demenziale e allo stesso tempo sarcastico e moralista punto di vista che caratterizza ogni puntata televisiva del cartone animato.
Questa volta a far da padrone è stato il rispetto dell’ambiente, il rapporto padre-figlio e l’abbandono dell’IO per il NOI collettivo.
Un bellissimo film d’animazione anche grazie ad una animazione perfetta.

un saluto

The mission – Good Morning Vietnam

sabato, 15 settembre 2007

Succede,
che quando si sorseggia il the in attesa che il cervello si svegli sul serio, tornano in mente i film che per curiosità avete guardato nelle serate precedenti.

Good Morning Vietnam

Ieri sera, invece, sulla TSI1 verso mezzanotte hanno trasmesso un film – a mio parere – stupendo. Good Morning Vietnam del 1987, con Robin Williams.
Per chi non lo conoscesse, rimando al sito Cinematografo.it per la trama.
Un film che colpisce per il modo con cui viene raccontata la drammaticità della guerra, attraverso la comicità e l’ingenuità di un dj radiofonico e una storia d’amore in sottofondo che non finisce coi soliti baci.

The Mission

Due sere fa, o tre, non mi ricordo più, ho visto il film The Mission,girato nel 1986 per intenderci quello con Robet de Niro e Jeremy Irons lo stesso per cui Ennio Morricone rischiava di vincere un oscar per le musiche. Spero che tutti o almeno la maggior parte di Voi ne abbiano sentito parlare.
“Esempio di cinema spettacolare ad alto livello che ha tutte le carte in mano per piacere a pubblico e critica: nobili temi e forti conflitti drammatici, una star (De Niro), un ottimo attore (Irons)[...]” (Laura e Morando Morandini, Telesette)
Per la trama vi rimando al sito Cinematografo.it
Per qualche cenno storico, Wikipedia.it
Scontato raccontare quanto sia fatto bene il film e quanto sia vero mi soffermerò, allora, su un dialogo, verso la fine del film, tra il Cardinale Altamirano, il sig. Carlotta e il sig. Onthar:

Card: E avete la sfrontatezza di dirmi che questa carneficina era necessaria?
Carl: Ho fatto quello che dovevo fare data la legittimità della decisione che Voi avete sanzionato, dovrei rispondere SI, sinceramente si.
(pausa)
Onth: Non avevate altra scelta Eminenza, dobbiamo lavorare nel mondo, il mondo è così.
Card: Non signor Onthar, così l’abbiamo fatto noi questo mondo, così l’ho fatto io.

Quanto sono vere queste parole, è vero, siamo nel mondo perchè siamo stati creati, ma il mondo non è sempre stato così.
E’ così perchì Noi abbiamo permesso che lo diventasse.

Fatemi sapere cosa ne pensate,
magari queste cose non vi interessano, magari stò impazzendo o magari anche voi la pensate così…
scrivetelo!

un saluto

Vade retro, brutta mostra!

martedì, 17 luglio 2007

Vade Retro: arte e omosessualità

A Milano non aprirà al pubblico la mostra “Vade retro: arte e omosessualità”, da von Gloeden a Pierre et Gilles, in programma al Palazzo della Regione di Milano.
Forse sarà Napoli la “fortunata” città ad ospitarla, dopo la censura di due delle “opere” al centro di aspre polemiche.
La prima è una scultura di Paolo Schmidlin, intitolata “Miss Kitty”: un vecchio seminudo con parrucca biondo platino, una molletta tra i capelli, l’anello papale al dito, una mantellina aperta sul petto, un perizoma e delle autoreggenti, le cui fattezze del volto ricordano Papa Benedetto XVI.
La seconda è una manipolazione della famosa fotografia rubata si Sircana fermo con la macchina vicino a un transessuale, che nell’”opera” viene identificato con Gesù: “Ecce Trans”…!

A fronte di questo scempio della cultura artistica, da non confondere con la “disartizzazione” dell’arte moderna che rinuncia a presentarsi come capolavoro, rinunciando anche alla bellezza e all’eternità che caratterizzavano, invece, l’arte tradizionale, il mio commento fa eco a quello di illustri allestitori di gallerie: «quelle opere fanno schifo». Non esiste in queste schifezze, infatti, l’elemento riflessivo e ironico al centro delle opere moderne che rivendicano la dimensione autonoma dell’arte, ma solo un elementare cattivo gusto per la provocazione.
L’esposizione, dovunque si tenti di allestirla, essendo promossa dal Comune, un’istituzione pubblica, dovrebbe tener conto della sensibilità del pubblico fatta anche di credenti che, Vangelo alla mano, sapranno sicuramente chiarire le idee a chi fa di confuse reminiscenze catechistiche la chiave di lettura di un’opera chiaramente blasfema come quella intitolata “Ecce Trans”.

Desiderei concludere anch’io, come Sergio Rizza, citando il grande Giovanni Paolo II che mi pare non si limitasse a dire – «Non abbiate paura!» – ma che concludesse l’accorato invito urlando «Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!».

Domitia Caramazza
Tratto da MetroNews.it

Per saperne di più: