Archivi per la categoria ‘Film’

Number 23

mercoledì, 2 maggio 2007

The number 23

Un altro film con Jim Carry protagonista che ne mette in mostra la sua capacità di adattarsi a qualsiasi tipo di ruolo.
Probabilmente tutti se lo ricordano per il ruolo di Ace Ventura l’acchiappa animali ma Jim ha fatto molto di più.
Questo nuovo film, un thriller drammatico, ti tiene con gli occhi incollati allo schermo per tutta la durata del film con parecchia suspance;
il finale, poi non è proprio come ci si aspetta, ma l’insegnamento che trasmette ridona un insperato senso di umanità e giustizia.

Una breve trama:
Walter Sparrow il giorno del suo compleanno riceve dalla moglie Agatha un libro dal titolo “Il numero 23″. Sin dalle prime pagine, Walter inizia a trovare una serie di strane verosimiglianze tra la sua vita e le vicende del protagonista del libro, il detective Fingerling. Quello che però lo fa entrare in un grave stato di angoscia è il continuo riferimento all’eventuale morte dei suoi cari, il tutto a causa del misterioso ‘numero 23′…

Tratto da Cinematografo.it

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Mr Bean’s holiday

mercoledì, 11 aprile 2007

Mr Bean's Holiday

Quello che è l’ultimo film di Mr Bean interpretato dal grandissimo attore di cinema e teatro Rowan Atkinson, ha sbancato il botteghino nel fine settimana pasquale.
Ieri sera, credendo che fosse mercoledi (in modo da avere uno sconto sul biglietto), sono andato al cinema.
La cosa divertente è stata quando, prima di pagare, ho chiesto alla cassiera: “Ma…non c’è lo sconto il mercoledi?”, e lei bellamente mi ha risposto:”Infatti, ma oggi è martedi!”.
Fortunatamente sono andato a colpo sicuro e non mi è scocciato spendere un pochino in più per vedere un film, che quasi sicuramente mi sarebbe piaciuto.
Così è stato. e mi è piuciuto veramente tanto!
Questo film è per tutti coloro che (ovviamente) amano il personaggio del signor Bean, a cui piace vedere film non troppo elaborati, e che cercano la semplicità nel messaggio cinematografico.
La solidarietà e l’altruismo unite alla maldestra e alla semplice ironia del personaggio, fanno di questa pellicola un film adatto a tutti.

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CentoChiodi

giovedì, 5 aprile 2007

Cento Chiodi Locandina

In questo periodo ho una crisi espressiva non indifferente,
e anche sta volta devo appoggiarmi ad altri per la recensione/critica al film, che parte della comunità di Ferno, oramai come tradizionale appuntamento del mercoledi Santo, si è trovata a vedere al Cinema Teatro delle Arti di Gallarate.
Quest’anno ad accompagnare la riflessione, il film di Ermanno Olmi, CentoChiodi.

“Un giovane e attraente professore universitario di filosofia si rende improvvisamente irreperibile. È infatti ricercato per un reato del tutto insolito: ha letteralmente inchiodato al pavimento e ai tavoli di una biblioteca ricca di antichi manoscritti e incunaboli quegli stessi volumi preziosi che avevano nutrito la sua formazione. Mentre i carabinieri lo cercano, il professore trova rifugio sulle rive del Po, a Bagnolo San Vito, dove una piccola comunità gli offre riparo e accoglienza.
Ermanno Olmi, classe 1931, ha deciso, da spirito libero quale è sempre stato: Centochiodi è il suo ultimo film di fiction. D’ora in avanti tornerà al primo amore o, meglio, al mezzo espressivo che per primo ha incontrato sulla sua strada artistica: il documentario. Ecco allora che questa ‘storia’ diventa una sorta di testamento autoriale. Cosa preme di più al settantaseienne autore? Gli preme, ancora una volta, guardare alla Fede attraverso l’uomo. Un uomo liberato dal vincolo del rigore della Legge che, per interessi del tutto umani, si pretende essere metro di tutte le cose. La parola, la parola scritta, codificata nei libri non vale un caffè con un amico. Olmi contro la lettura quindi? Assolutamente no. Olmi contro l’agitare i Libri (di qualsiasi fede e religione) per nascondere dietro quelle pagine, di cui ci si proclama unici e indefettibili interpreti, progetti di egemonia culturale o politica. Il Sacro per il regista è troppo importante per essere chiuso entro limiti. “Ma pur necessari, i libri non parlano da soli” afferma l’epigrafe che apre il film.
Chi parla veramente al cuore e alla mente del protagonista, un Gesù Cristo in autoesilio dal mondo freddo della ‘Cultura’, sono quegli umili che vivono sulle sponde del Po (fiume amato da Olmi che già ne aveva cantato la magia in un documentario) che sono capaci di accogliere con piena naturalezza (senza neppure far mancare quella carnalità che può anche sfociare nel motteggio volgare) lo Sconosciuto. Magari anche aiutandolo a riparare un tugurio, ricevendo poi in modo disinteressato la sua solidarietà nel difendere quegli argini che il mercantilismo cieco vorrebbe deturpare. È proprio in questa genuina umanità che si rispecchia il senso della vita secondo Olmi ed è un po’ un peccato che il doppiaggio delle fasi iniziali del film e quello del valido Raz Degan (a riprova che i Maestri sanno trovare il talento là dove altri hanno visto solo l’esteriorità) in qualche modo ne falsino la compattezza, non solo stilistica ma anche sonora. Meglio sarebbe stato se Degan avesse parlato in quel suo italiano stentato che lo avrebbe fatto diventare un ‘Cristo’ venuto da lontano e ancor più pronto (rispetto a quello un po’ declamatorio che ci offre il doppiatore) a ‘imparare’ dall’uomo che fa del dialetto il mezzo di comunicazione della sua saggezza popolare. Nonostante questo il film rimane nella mente e nel cuore spingendoci ad attendere il suo ritorno sugli schermi con i documentari che già sta realizzando.”

Tratto da mymovies.it

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Notte prima degli esami – oggi

domenica, 25 febbraio 2007

Notte prima degli esami

Ieri sera al cinema ho visto Notte prima degli esami – oggi, e devo dire che sono rimasto un pò deluso.
Non solo perchè l’atmosfera creata in questo film non è per niente paragonabile all’atmosfera del primo ma anche perchè tutto si ribalta.
All’attenzione per le dissavventure di Luca e dei suoi amici si preferiscono quelle del padre, rimasto ragazzino all’età di 50anni.
Ovviamente modificando il periodo storico e portandolo ai tempi moderni, molte cose sono cambiate, l’i-pod, il computer, le relazioni tra i ragazzi, i comportamenti, vogliono riflettere le relazioni e i comportamenti attuali.
Ed ecco spuntare scene gratuite di nudo di massa, scene di sesso esplicito che non lasciano nulla al caso, le discussioni che si portano avanti a suon di cazzotti e di urla, genitori che non riescono a fare i genitori, l’abbandonarsi alle proprie voglie senza preoccuparsi delle conseguenze o dei sentimenti altrui.
Sembra proprio un ritratto della società italiana di oggi, ma per fortuna non è tutta così.
L’esame di maturità che nel primo film era il collante a tutte le relazioni tra i vari ragazzi, tra il professore e Luca ora possa in secondo piano e prende pochi minuti alla fine del film.
Per “fortuna” questa volta ad unire il tutto ci sono i mondiali di calcio con la vittoria dell’Italia.
Una recitazione a tratti sconsolante, si affianca ad una colonna sonora non sempre all’altezza.

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un saluto

Il diavolo veste Prada

sabato, 24 febbraio 2007

Il Diavolo Veste Prada

Questa volta per la recensione e pseudocritica vorrei utilizzare le parole di un giornalista che esprime molto bene il mio pensiero sul film:

“David Frankel, il regista, è anche quello di ‘Sex and The City’, e il meccanismo in fondo è lo stesso, un rutilante mondo dell’immagine falso quel tanto che basta per renderlo glamour, una favola in cui il brutto anatroccolo diventa cigno, ma siccome ha cervello e senso morale non si lascia irretire dalle sirene della carriera fine a se stessa e senza scrupoli. (…) cammei di Valentino, Heidi Klum e Bridget Hall che fanno se stessi, Meryl Streep (Miranda Priestly)che è un po’ Crudelia della ‘Carica dei Centouno’, un po’ la Regina cattiva di Biancaneve…
Il risultato non è sgradevole, molto patinato, molto leccato, molto pubblicitario, uno spottone che vale quell’ora e mezzo di pura evasione.
Meryl Streep fa naturalmente la parte del leone, e il suo tono di voce, basso ma gelido, è destinato a fare scuola nel mondo reale del giornalismo di moda, Anne Hataway (Andy Sachs) è graziosa al punto giusto e anche qualcosina di più, Stanley Tucci (Nigel) fa il braccio destro, gay e discreto, della temutissima direttrice senza strafare. Gli attori migliori, comunque, sono gli abiti.”

(Stelio Solinas, ‘Il Giornale’, 13 ottobre 2006)

Altre recensione:

un saluto

Cineforum

giovedì, 18 gennaio 2007

Cinema Teatro S.G.Bosco

Incontriamoci al CINEMA

10 martedi per incontrarsi vedere un film e confrontarsi.
Inizio spettacoli ore 21.00

per maggiori info:
Cinema Teatro San Giovanni Bosco – Busto A.
Vareseweb