Archivio di ottobre 2006

A Timoteo

mercoledì, 18 ottobre 2006

San Timoteo

Carissimo, il fondamento gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo: Il Signore conosce i suoi, e ancora: Si allontani dall`iniquit� chiunque invoca il nome del Signore. 20 In una casa grande per� non vi sono soltanto vasi d`oro e d`argento, ma anche di legno e di coccio; alcuni sono destinati ad usi nobili, altri per usi pi� spregevoli. 21 Chi si manterr� puro astenendosi da tali cose, sar� un vaso nobile, santificato, utile al padrone, pronto per ogni opera buona. 22 Fuggi le passioni giovanili; cerca la giustizia, la fede, la carit�, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.

2 Timoteo 2,19-22

Siamo richiamati da S.Paolo a fare scelte importanti nella nostra vita verso Dio. Ci Richiama alla purezza dello spirito per servire al meglio il nostro signore o pi� semplicemente per lodarlo con pi� naturalezza e lealt�.
Una cosa ci indica con chiarezza, cercare la giustizia, la fede, la carit�, la pace e non da soli o per noi stessi, ma insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.
Guardiamoci attorno e osserviamo chi ci st� accanto.
Abbiamo il coraggio di evita le discussioni sciocche e non educative, sapendo che potrebbero generare delle contese?
Sappiamo essere miti e pazienti nelle offese subite?

Bhe ci sar� un motivo perch� Paolo � Santo!
noi stiamo ancora camminando, ma verso chi?

Se tutti son promossi è iniziata la decadenza

lunedì, 16 ottobre 2006

Francesco Alberoni

Non esistono un’intelligenza, una creatività separate dai problemi che devono risolvere. E non esistono problemi senza una società che li pone, che sollecita, stimola, costringe i suoi membri a risolverli. L’intelligenza, la creatività, il genio perciò sono il prodotto di una società esigente che pone continuamente problemi difficili, chiede costantemente nuove soluzioni. Nelle società statiche la gente ha compiti prefissati e problemi che sono stati affrontati e risolti nel passato con soluzioni che sono diventate tradizione, costume e che nessuno ha il diritto di discutere. In queste società non si crea, non si inventa nulla di nuovo, l’arte è ripetitiva, non nascono geni. E quando queste società vengono sottoposte ad una pressione esterna, vanno in crisi, nascono paure ed esplodono movimenti religiosi o politici che vogliono fermare la trasformazione, tornare nel passato.
Tutte le grandi civiltà sono sorte come rottura della tradizione.
Esplode allora una straordinaria creatività. Le grandi piramidi sono state costruite all’ inizio della civiltà egiziana, la Muraglia all’inizio di quella cinese, le grandi cattedrali al primo risveglio dell’Europa. I maggiori poeti, i creatori della lingua, Omero, Virgilio, Dante, Shakespeare appaiono all’inizio, quando un intero popolo aspetta una lingua per parlare. In queste epoche feconde tutti sono esigenti e gli artisti, gli scienziati stimolati a creare. Per questo in città come Atene nell’ antichità o a Firenze nel Rinascimento c’erano tanti geni. Ed è per lo stesso motivo che oggi gli Stati Uniti hanno tanti premi Nobel.
Però tanto i popoli come gli individui tendono a fermarsi. Si compiacciono di quanto hanno fatto, si vantano delle proprie glorie passate. Non si pongono più sfide, non pensano più in grande, non hanno più il coraggio di sognare, di combattere, di competere. E’ un brutto segno quando nelle scuole tutti vengono promossi, quando i genitori chiedono agli insegnanti di essere indulgenti, quando la competizione viene condannata, quando ci si abitua alla mediocrità. Vuol dire che è iniziata la decadenza. Perché anche per restare fermi, per non arretrare, bisogna costantemente sforzarsi di fare meglio di prima. Perciò chi si trova a vivere in una società stagnante, se non vuol farsi risucchiare, è bene che se ne vada. Oppure deve trovare in se stesso la forza di cambiare, di porsi nuovi problemi, nuove mete, di rimettersi in gioco, di rischiare.

di Francesco Alberoni
Corriere della Sera

Beato Giovanni XXIII

mercoledì, 11 ottobre 2006

Beato Giovanni XXIII

Oggi la Chiesa romana, ricorda unita, colui che è stato il “Papa buono” e protettore del nostro oratorio.
Angelo Roncalli nacque a Sotto il Monte, piccolo borgo del bergamasco, il 25 novembre 1881, figlio di poveri mezzadri.
Divenuto prete, rimase per quindici anni a Bergamo, come segretario del vescovo e insegnante al seminario. Allo scoppio della prima guerra mondiale fu chiamato alle armi come cappellano militare.
Inviato in Bulgaria e in Turchia come visitatore apostolico, nel 1944 è Nunzio a Parigi, per divenire poi nel 1953 Patriarca di Venezia. Il 28 ottobre 1958 salì al soglio pontificio, come successore di Pio XII, assumendo il nome di Papa Giovanni XXIII.
Avviò il Concilio Vaticano II, un evento epocale nella storia della Chiesa. Morì il 3 giugno 1963. Un breve ma intenso pontificato, durato poco meno di cinque anni, in cui egli riuscì a farsi amare dal mondo intero. È stato beatificato il 3 settembre del 2000.

Ricordiamolo nella preghiera, ricordiamolo quando entriamo nel nostro oratorio.

vedi Santi e Beati

Film imperdibili!

mercoledì, 4 ottobre 2006

La Fabbrica di Cioccolato

Ciao a tutti!

L’altro giorno mi è capitato di vedere ‘La fabbrica di cioccolato’ di Tim Burton. Se non vi è ancora capitato di vederlo procuratevelo perchè secondo me è un film geniale, divertente e molto attuale. Parla della società, nei suoi aspetti più negativi ma in una chiave ironica e non pesante, parla della famiglia e del suo ruolo fondamentale affinchè la vita di ciascuno sia più ‘dolce’…vedetelo perchè secondo me è proprio bello.

Un altro film interessante invece è ‘Crash, contatto fisico’: tratta il tema difficile e alquanto attuale dell’integrazione, del contatto inevitabile tra culture, razze e religioni diverse e di quanto questo contatto faccia paura.

A presto e buona visione!