Archivio di ottobre 2007

Ratatouille

domenica, 28 ottobre 2007

Ratatouille

La Pixar non sbaglia un film e con Ratatouille riesce a raggiungere vette di eccellenza incredibili.
La storia è quella di Remy, un ratto che vive in campagna, insieme al padre, al fratello Emil e a tutta la loro colonia, ma che, come il gabbiano Jonathan Livingston, non si accontenta di quello che ha, né di quello che è, vorrebbe di più. Lui non vuole mangiare spazzatura, né avanzi, vuole mangiare bene e per questo impara a cucinare.
La fortuna o la sfortuna lo faranno arrivare in uno dei migliori ristoranti di Parigi, dove riesce a far diventare chef, Linguini, un semplice sguattero che di cucina non capisce nulla.

La storia del ratto che volle farsi cuoco ha un ritmo e una verve irresistibili, che faranno ridere moltissimo i bambini ma che conquisteranno anche gli adulti con una storia intelligente, originale e creativa.
La sceneggiatura è scritta benissimo, divertendo tocca temi non banali: la volontà di affermare se stessi, l’importanza della famiglia, la discriminazione femminile, l’importanza di apprezzare ciò che ci circonda, non ingoiando distrattamente tutto ciò che ci viene dato, ma gustando e assaporando lentamente.
Niente è inserito forzatamente nella narrazione, non ci sono momenti morti, né personaggi o avvenimenti inutili.
I personaggi sono tutti ben delineati e sfaccettati, non è scontato che l’imbranato Linguini perda la testa quando diventa famoso e rinneghi il suo burattinaio, pensando di poter fare da solo.
Meraviglioso il ritratto del terribile critico Anton Ego, la sua epifania è degna di una madeleine di Proust e le sue considerazioni sul ruolo del critico fanno riflettere.
A tanta cura nella creazione dei personaggi e della storia si aggiunge altrettanta perfezione tecnica.
La realizzazione di Ratatouille è impressionante: la colonia di ratti che deve scappare dalla casa che sta crollando è fin troppo realistica, i movimenti, i peli della pelliccia sono realizzati con una tale precisione che sconcertano. Le scene di inseguimento nella cucina con una visuale a livello topo sono fantastiche, con un ritmo incalzante e mozzafiato.

La frase: “Non tutti possono diventare grandi artisti, ma il grande artista può trovarsi ovunque.”.

Elisa Giulidori
Tratto da FilmUp.com

Io vorrei aggiungere, che questo splendido film d’animazione racchiude in se qualcosa di più della semplice storia di un topo con delle grandi ambizioni, racconta un pò la vita di tutti.
Parla di moltissimi temi importanti senza mai risultare pesante. L’amicizia, la famiglia, il credere in se stessi, tutto è educativo.

Un storia fantastica divertente per i bambini e consigliata agli adulti con spunti per riflettere e commentare.

un saluto

Falò “miracoloso”

venerdì, 19 ottobre 2007

Falo con sagoma

Alcune foto scattate in Polonia, nel corso di una cerimonia in ricordo di Giovanni Paolo II, una preghiera intorno ad un fuoco, mostrano le fiamme che assumono progressivamente la fisionomia proprio di Papa Wojtyla e molti già gridano al miracolo.
A diffondere la notizia delle fotografie prodigiose è il Vatican News Service (Vns), un servizio televisivo cattolico.
Il fatto è avvenuto lo scorso 2 aprile, secondo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, durante una veglia di preghiera sulla collina Matyska, non lontano da Wadowice.
Lo riporta il sito www.korazym.org.

tratto da Metro del 15 ottobre 2007

…bhè, non so a voi, ma a me è venuta la pelle d’oca quando l’ho letto…

ciao a tutti

XXIII GMG – SYDNEY 2008

mercoledì, 17 ottobre 2007


Logo gmg Sydney2008

Per chi non lo sapesse, l’estate prossima ci sarà la

XXIII Giornata Mondiale della Gioventù

Vi do alcune informazioni:

Si terrà in Australia.
I giorni di accoglienza nelle Diocesi vanno dal 10 al 14 luglio 2008 nella Diocesi di Melbourne.
La giornata mondiale della gioventù sarà a Sidney tra il 15 e il 20 luglio 2008.

Dal sito della Diocesi di Milano:

Ecco le due proposte:

- l’una che prevede il Gemellaggio con la Diocesi di Melbourne (esperienza che vorremmo caldamente raccomandare);

- l’altra che prevede invece l’arrivo direttamente a Sydney e qualche giorno di permanenza in Australia dopo la GMG.


1. Proposta di gemellaggio con Melbourne

Milano – Melbourne – Sydney
dal 6 luglio al 23 luglio

Costo: € 2.200/2.300 – Tutto compreso
Acconto:
€ 250 (entro lunedì 29 ottobre)

2. Proposta senza gemellaggio

Milano – Sydney
dal 13 luglio al 30 luglio

Costo: € 2.200/2.300 – Tutto compreso
Acconto: € 250 (entro lunedì 29 ottobre)

La quota potrebbe variare perché l’organizzazione delle giornate dopo la GMG
è a carico dei partecipanti. Stiamo comunque cercando altre forme di ospitalità
che permettano di non aumentare o almeno di contenere il costo di questi giorni.

Per questa proposta è più probabile che ci sia un aumento della quota,
perché non è supportata in tutto dal Gemellaggio.

LA QUOTA INDICATA COMPRENDE:

VIAGGIO:

– trasporto aereo da e per l’Italia
- spostamenti interni via bus

PERMANENZA:

A Melbourne: Nella proposta di gemellaggio,
alloggio presso le comunità della Diocesi

A Sydney: da lunedì 14 luglio a domenica 20 luglio compresa:
- Alloggio (presso scuola o parrocchia o famiglia);
- Vitto completo (7 colazioni, 6 pranzi, 5 cene);
- Tessera di trasporto pubblico;
- Assicurazione sanitaria*;
- Spese rilascio del visto;
- Quota di solidarietà;
- Sacca del pellegrino;
- Kit degli italiani (Servizio Nazionale di PG)

*L’assicurazione sanitaria copre le spese per interventi medici di emergenza ed eventuale rimpatrio.
La copertura assicurativa sarà valida per tutto il periodo previsto dal pacchetto scelto, nonché per i tre giorni antecedenti ed i tre giorni seguenti, qualora arrivo e partenza da e per il proprio paese avvengano direttamente da Sydney.

Per altre informazioni riguardo la gmg cliccate su:

AgoraSYDNEY

Riflettendo sulla vita…

martedì, 16 ottobre 2007

Monari_vescovoBrescia

Gesù guarisce dieci lebbrosi; ma di loro uno solo viene definito ’salvato’. Perchè? Dove sta la differenza? Dal punto di vista della guarigione fisica, non c’è nessuna differenza: erano lebbrosi, con gli arti deformi e la carne a brandelli; ora a tutti loro la carne è tornata ‘come la carne di un giovinetto’; sono guariti.
Uno dei guariti è un Samaritano – nota Luca – riconosce la guarigione come un dono, torna indietro, loda Dio a gran voce e si getta ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Questo fa la differenza: la guarigione fisica diventa salvezza quando è riconosciuta come dono e produce nel cuore la gratitudine. Questo il messaggio chiarissimo del vangelo che vorrei assumere e fare mio.

Mi trovo a vivere senza averlo deciso, o voluto, o meritato. E debbo prendere posizione di fronte alla mia vita; come pensarla? Come un semplice dato o come un vero e proprio dono? Se la vita è solo un dato, le posso dare la forma che voglio. Se la vita è un dono, io sto di fronte a un donatore e la mia vita si sviluppa come una risposta; diventa, nel senso preciso della parola, un’esistenza ‘responsabile’. I doni sono gratuiti, certo; ma sono nello stesso tempo esigenti. Rifiutano uno scambio secondo equivalenza, ma richiedono una risposta di gratitudine. Naaman il Siro è stato guarito dalla lebbra attraverso il ministero del profeta Eliseo; ad Eliseo egli pensa di dare una ricompensa, vorrebbe in qualche modo ‘pagare’ la guarigione ricevuta. Ed Eliseo rifiuta energicamente: quella guarigione è un dono, non una prestazione medica; non puù essere pagata come non si puù mai pagare la bonta, la benevolenza, l’affetto, l’amore. Chi volesse comperare l’amore, dice il Cantico, mostrerebbe di non aver capito nulla e meriterebbe solo disprezzo. E allora Naaman trova una soluzione ingegnosa: carica due muli con un po’ della terra di Israele e se la porta dietro, quella terra, nella sua patria. Quando sarà il tempo della preghiera, potrà prostrarsi su quella terra e adorare il Dio di Israele dal quale ha ricevuto il dono della guarigione. Non pagherà la guarigione, ma vivrà con riconoscenza alla presenza di Dio.

[...] Il mondo e la vita sono solo un dato o sono anche un dono? Probabilmente inclinerà a riconoscere il dono chi nella sua infanzia ha sperimentato l’amore degli altri (dei genitori, degli amici); e farà più fatica a riconoscere il dono chi avrà avuto esperienze dolorose di solitudine e di abbandono. Ma il cuore dell’uomo è creativo, originale, libero; le esperienze passate lo inclinano ma non lo determinano; a volte, il cuore umano sa generare gioia anche in mezzo alle tribolazioni e sa custodire speranza anche tra le delusioni. Quando il cuore passa dall’apprezzamento della vita al ringraziamento passa dalla salute alla salvezza. Il vangelo vuol farci percorrere questo itinerario a partire dalla conoscenza delle parole e delle opere di Gesù. E’ come se Dio avesse pensato così: “Ho dato all’uomo il mondo come segno del mio amore; ma so anche che questo mondo non è facile da decifrare e che il maligno farà di tutto perchè l’uomo si appropri delle cose e le viva non come doni di cui essere riconoscenti ma come patrimoni da sfruttare. Debbo dargli un segno inequivocabile, scritto nella storia a caratteri cubitali perchè l’uomo lo possa leggere, nonostante tutte le sue miopie. E’ Per questo ci è stato donato Gesù, perchè tutti i possibili dubbi sull’amore di Dio cedessero di fronte alla rivelazione di colui che ci ama e ha dato la vita per noi. Gesù èpassato in mezzo a noi facendo del bene e sanando tutti quelli che stavano sotto il potere del male. Ha amato e ha continuato ad amare anche quando ha incontrato dolorosamente la cattiveria e l’ingiustizia. Un uomo così non lo abbiamo fatto noi; non lo ha prodotto l’evoluzione della specie, non lo ha educato la riflessione filosofica. Un uomo così viene da Dio ed è segno di Dio. Lo ha capito benissimo il Samaritano che, guarito dalla lebbra, torna: ringrazia Gesù e loda Dio a gran voce.

L’inganno che blocca la nostra gratitudine è il timore che il dono leghi il donatario, mentre di fronte al puro dato rimarrei più libero. In superficie le cose stanno così; ma, se andiamo alla radice dell’esperienza umana, ci accorgiamo che è vero esattamente il contrario: vivere al cospetto di Dio donatore libera dalla paura della solitudine, dal bisogno di affermare se stesso, dai ricatti del mondo che dice di essere tutto per me e pretende che io sia tutto per lui. [...]

Tratto dall’Omelia di Monsignor Luciano Monari vescovo di Brescia
14 Ottobre 2007

Giovani di oggi

venerdì, 12 ottobre 2007

di Domenico Sigalini

Giovani di Oggi

Oggi vorrei presentarvi questo libro. Un libro interessante che parla in modo inedito dei Giovani e della loro esistenza.
Un libro indirizzato principalmente agli adulti, ma che cosiglio, anche, a tutti gli educatori di oggi, a quelli futuri, ai responsabili degli oratori, ai parroci, a tutti quelli che sn a contatto con le nuove generazioni.

Dal retro del libro:
“Sulle nuove generazioni corrono le opinioni più diverse, espresse spesso in base all’andamento della cronaca e dei fatti che la dominano.
Così i giovani sono di volta in volta ritenuti generosi fino all’eroismo, o eterni immaturi, o egoisti insensibili.
Ma chi sono veramente questi giovani, quasi invisibili nei luoghi dela vita ordinaria?
Chi è il popolo della notte?
O la generazione del web e dei telefonini?
Quali i loro sogni, le loro angosce, le loro sofferenze, i loro progetti per il futuro?”

Domenico Sigalini. Vescovo di Palestrina, è stato per dieci anni Responsabile della Pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Italiana.

Francesco Rossi. Giornalista del SIR – Servizio Informazione Religiosa

Tratto dal libro:
“Sicuramente i giovani si rendono conto di non essere mai all’altezza di un merito, ma devono sapere anche, che Dio va oltre le debolezze, le cancella, non le vede, non le tiene conto [...].
Gesù è diverso, la fede cristiana non è la somma dei successi, ma dei continui inviti a ricominciare che Dio ci rivolge.”

Per chi volese acquistare il libro on-line:

Un saluto

Simpson – Il film

giovedì, 4 ottobre 2007

The simpson - Il Film locandina

“Adesso possiamo dirlo: avevamo una gran paura. Paura che dopo 18 anni e 396 puntate tv il film dei ‘Simpson’ risultasse fiacco o già visto.
Timore giustificato forse, ma fortunatamente infondato. Al debutto su grande schermo la famiglia più schifosa d’America – più schifosa e più vera, ergo amabile con tutti i suoi difetti, anzi amabile proprio perchè è un concentrato di limiti e bassezze – fa scintille. Come e più che in tv.
Non c’è un’idea che sappia di vecchio. Non c’è una scena che non sia trasportata dalle immagini, e non dai dialoghi (è grande cinema comico, non tv fatta in serie). Non c’è situazione, gag o semplice battuta che non sia una miniera di sottotesti.
Non sappiamo cosa pensino gli psicoterapeuti Usa di questa famiglia così ‘disfunzionale’ e insieme così unita (a suo modo, ovvio). Certo è che le nevrosi, le fissazioni, le incorreggibili inciviltà dei Simpson sono una gigantesca cartina di tornasole. Anzi uno specchio in cui ognuno ritrova qualcosa di sè o dei propri cari.”
(Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’, 14 settembre 2007).

Simpson - Il Film scena

L’idea di mettere un episodio dei “Simpson” su pellicola è di gran lunga riuscito, mai una sbavatura, mai una perdita di quel demenziale e allo stesso tempo sarcastico e moralista punto di vista che caratterizza ogni puntata televisiva del cartone animato.
Questa volta a far da padrone è stato il rispetto dell’ambiente, il rapporto padre-figlio e l’abbandono dell’IO per il NOI collettivo.
Un bellissimo film d’animazione anche grazie ad una animazione perfetta.

un saluto