Archivio di dicembre 2007

Anno nuovo…vita nuova?

lunedì, 31 dicembre 2007

Loreto07 - Agorà dei Giovani

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

(Gal 4,4-7)

Con queste parole,
voglio augurarvi un sereno 2008
perchè possa essere pieno di pace, speranza e serenità.

Sacra Famiglia

domenica, 30 dicembre 2007

La sacra Famiglia

Festeggiamo oggi, a pochi giorni dal Natale, la santa Famiglia.
E’ una singolare e prezziosa occasione per riflettere sulle virtù domestiche che, sull’esempi della Famiglia di Nazareth, ogni famiglia cristiana deve apprendere e coltivare: le virtà di Maria, la fede di Giuseppe, l’obbedienza di Gesù.
Il libro del Siracide (3, 3-7 . 14-17a) indica quali sono le virtù che rendono forte e felice una famiglia: anzitutto il rispetto dei figli verso i genitori.
San Paolo (Colossesi 3, 12-21) parla dei delicati rapporti d’amore tra gli uomini, allargando gli orizzonti della solidarietà che deve esserci tra i membri della stessa famiglia naturale.
Il Vangelo (Matteo 2, 13-15 . 19,23) mette in evidenza, al di là dell’episodio della fuga in Egitto e del ritorno della santa Famiglia a Nazareth dove prende dimora, il ruolo di Giuseppe, sposo di Maria e padre putativo di Gesù e suo custode. <<A Nazareth, dove Gesù “cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2, 52) >> diceva Giovanni Paolo II, pellegrino in Terrasanta nel 2000, << chiedo alla santa Famiglia di ispirare tutti i cristiani a difendere la famiglia contro le numerose minacce che attualmente incombono sulla sua natura, la sua stabilità, la sua missione>>.

Domenico Brandolino

Anche Gesù, come tutti i bimbi, è nato ed è cresciuto in una famiglia.
Ecco perchè la celebrazione del Natale è unita al ricordo di Maria che gli fu madre e di Giuseppe che gli fece da padre anche nei momenti più difficili.
Sia la famiglia di Nazareth un aiuto e un modello per le nostre famiglie.

Signore Gesù, Tu fin dall’inizio hai condiviso le vicende del tuo popolo e ne hai ripercorso le orme.
Insegna anche a noi, il senso di appartenenza ad una storia umana, ricordandoci che la vera grandezza non è la distinzione, ma la solidarietà, la disponibilità ad assumere gli stessi destini.
Dio degli angeli, che hai parlato in sogno a Giuseppe, rendici capici di ascoltare la Tua parola, per riconoscere la strada giusta e fare la Tua volontà.
Padre, custode dei Tuoi figli, vegli su di noi e sulle nostre famiglie.

Madì Drello

Ecco la luce del mondo

sabato, 22 dicembre 2007

PresepeRitiro

Inizierà domani sera al termine dello spettacolo di Natale l’ultimo ritiro, in preparazione al S.Natale, per tutti gli adolescenti.
Il ritiro, organizzato dai giovani, ha come centro la nascita di Gesù Cristo (sotto natale, è d’obbligo), una nascita particolare che ha sconvolto il mondo e la vita di ogni uomo. Per questo, ogni anno, è giusto riscoprire questo Gesù che nato, come uomo, morto come un uomo, è poi Risorto. Dio. Chiama noi tutti a riNascere con Lui, anche quest’anno, per una vita piena e vera.
Accompagnamo gli adolescenti in questo loro momento di meditazione, preghiera e scoperta, perchè possa essere il punto di un nuovo inizio, per tutto quello che Dio ha già pronto per loro e, soprattutto, vivere con gioia il S.Natale.

“…l’amore di Dio
si è tutto trasformato,
con la nascita, la vita,
la morte e la resurrezione di Gesù,
in una “buona notizia”:
qualcuno la cerca e qualcun altro
la racconta
con verità e con entusiasmo.
Da persona a persona.
E’ così che il Vangelo ci conquista
e ci fa diventare bravi cristiani”.

Card. Dionigi Tettamanzi,
Arcivescovo di Milano

Lettera di Natale ai bambini

Tantissimi auguri di Buon Natale,
perchè Gesù possa donare ai nostri cuori la gioia piena.

La domanda sull’amore

sabato, 15 dicembre 2007

Chiesa in Montagna

L’idea che, tra le iniziative dell’uscita in montagna, ci sarebbe stata una serata di riflessione e preghiera aveva creato in me un pò di timore persino di spavento.
Era una sensazione nuova, rispetto all’accettazione un pò indifferente dei momenti di catechesi e preghiera che facevano parte del “pacchetto” di proposte presentato a chi frequenta l’oratorio.
Anche se ogni tanto provavo interesse, non mi interrogavo su ciò che Gesù poteva dire alla mia vita.
Da qualche tempo, invece, piccoli segnali, come questa senzione di timore, mi suggerivano che qualcosa stava cambiando in me.
Mi sono messa qui, da sola. In questa chiesette di montagna distante e come sopraelevata rispetto alle attività che riempiono le mie giornate e talvolta rendono difficile vedere il filo della mia vita, mi sembra di riuscire a guardare me stessa in un altro modo.
Il crocifisso che ho di fronte somiglia a quello che ho visto ad Assisi, nella chiesetta di San Damiano, e mi ritrovo a guardarlo.
Chi sei Gesù? Ad un certo punto non mi interessavi: facevo le cose un po’ perché me le avevano insegnate, un po’ perché le facevano gli altri.
Era come se andasse da sé essere in oratorio e nel gruppo, vivere momenti di preghiera e di catechesi, ma queste occasioni non mi interpellavano, era come se fossi spinta da forza d’inerzia.

Gesù, in questo silenzio mi sembra di sentire di pronunciare a Te le parole: “amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amato.” Come posso, Gesù, lasciare che Tu venga verso di me?
Che tu mi aiuti a cercare me stessa come non potrei fare da sola, forse il mio timore che provo è solo un effetto del Tuo ingresso sempre più chiaro nella mia vita.
Da un po’ capisco che ci sei e che se mi affido a Te possono cambiare tante cose.
Prova a dirTelo: un po’ ti temo, perché da poco ho capito che fidarsi di Te può essere “pericoloso”.
Se mi chiedi di lasciare qualcosa, di cambiare gli schemi, di pregare di più o meglio, lo saprò fare? Nello stesso tempo, desidero conoscerti da vicino.
Desiderio e timore convivono nel mio cuore.
Gesù, aiutami a comprendere per quali cose vale la pena impegnarsi e magari soffrire. Aiutami a uscire da me stessa per andare verso gli altri.
Non ho molto di più che domande da farTi: accetta queste, per ora. Mi sembrano già un miracolo rispetto a qualche mese o a qualche settimana fa.
Sento che sta cambiando il mio sguardo sulle cose: ciò che prima andava da sé, ora fa problema, non è più scontato. Mi accorgo che era più riposante prima, ma preferisco adesso. Il pensiero di Te mi ha reso inquieta, ma anche sempre più felice di scoprire ciò che si annuncia come un cammino meraviglioso.
Sento che è presto per parlarne con i miei amici, ho paura che queste cose vengano banalizzate o di non essere capace di spiegarmi. Temo anche quelli di loro che hanno tante certezze: ho paura che mi spieghino anticipando le tappe che magari Tu mi chiederai di percorrere. Stasera preferisco restare in intimità con Te, contemplare il Tuo volto pieno di bontà, che sto scoprendo giorno per giorno. Ho ancora un po’ di timore, ma ho sempre più voglia di iniziare questo viaggio con Te.

Monica

Cari giovani, vorrei invitarvi a “osare l’amore”, a non desiderare cioè niente di meno per la vostra vita che un amore forte e bello, capace di rendere l’esistenza intera una gioiosa realizzazione del dono di voi stessi a Dio e ai fratelli, a imitazione di Colui che mediante l’amore ha vinto per sempre l’odio e la morte.
L’amore è la sola forza in grado di cambiare il cuore dell’uomo e l’umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra uomini e donne, tra poveri e ricchi, tra culture e civiltà. Questo testimonia la vita dei Santi che, veri amici di Dio, sono il canale e il riflesso di questo amore originario. Impegnatevi a conoscerli meglio, affidatevi alla loro intercessione, cercate di vivere come loro.
Soprattutto l’Eucarestia è la grande scuola dell’amore.
Quando si partecipa regolarmente e con devozione alla Santa Messa, quando si passano in compagnia di Gesù eucaristico prolungate pause di adorazione è più facile capire la lunghezza, la larghezza, l’altezza e la profondità del Suo amore che sorpassa ogni conoscenza (Ef 3, 17-18).

Papa Benedetto XVI, Messaggio per la XXII GMG, 1 Aprile 2007

un saluto
e Buon Avvento