Archivio di gennaio 2008

grande Malpensa

giovedì, 24 gennaio 2008

malpensa decrescita

Oggi parliamo di ambiente, lavoro, e decrescita nella provincia di Varese.
Ma visto che sono un tantino ignorante su questi argomenti soprattutto su Malpensa, l’aereoporto internazionale creato e ampliato in un parco naturale (?!?), vi segnalo questo blog: unicomal.blogspot.com con uno splendido articolo su Malpensa e i suoi effetti.

Leggetelo perchè quasi la metà del territorio di Ferno è occupato da Malpensa, la cosa dovrebbe almeno farci pensare per 5 secondi.
Poi possiamo continuare con i nostri affari.

Un saluto

20 gennaio 2008: i giovani per il dialogo

domenica, 20 gennaio 2008

Dialogo

MESSAGGIO DEI GIOVANI DELL’AZIONE CATTOLICA AMBROSIANA

Nell’ottica di fare un servizio alle nostre comunità e ai nostri giovani ci piacerebbe invitarvi a riflettere su un passaggio ecclesiale che viviamo in questi giorni, al quale pensiamo che i giovani possano dare il loro contributo.
Questa domenica alle 12.00 molte comunità cristiane si sintonizzeranno con Roma, Piazza San Pietro, per ascoltare insieme l’Angelus di Benedetto XVI. L’occasione è quella di testimoniare vicinanza al Santo Padre, in occasione della mancata visita presso l’Università La Sapienza di Roma.

Come giovani di Azione Cattolica non ci tiriamo indietro, condividendo la vita delle nostre parrocchie; alcuni di noi saranno poi in Piazza del Duomo per ascoltare insieme l’Angelus (per chi desidera partecipare l’appuntamento è alle 11.30 in piazza, davanti al sagrato del Duomo).
Come spesso accade anche in questi giorni la nostra presenza di giovani nella Chiesa e nelle nostre città chiede di essere vissuta alla luce del Vangelo e di quello stile di vigilanza al quale abbiamo deciso di educarci insieme. Ascoltando con attenzione, ci pare che le parole del Santo Padre per l’occasione mancata della sua visita presso l’Ateneo romano, ci invitino proprio al dialogo, vissuto nella ragione e nell’aspirazione ad una verità da scoprire insieme.

Lo stile da rinnovare è dunque quello del dialogo e della condivisione della ricerca della verità, alla quale educarci per poterla vivere nei luoghi della nostra vita, compresa l’università o il luogo di lavoro, ogni giorno. La nostra stessa vocazione di laici è fatta di condivisione di una ricerca, vissuta insieme a molti uomini e donne con i quali camminiamo quotidianamente. Ricerca di felicità, di umanità per le nostre attività quotidiane, ricerca di Verità.

Abbiamo per questa ragione qualcosa da dire circa il modo di essere con il Papa: ascoltiamo veramente le sue parole!

Rendiamo questa occasione un invito reciproco al dialogo e alla rinuncia a quelle chiusure di cui troppe volte facciamo esperienza.
L’invito è pertanto quello di vivere questa occasione con lo stile al quale il Santo Padre ci invita e aiutare le nostre comunità a fare altrettanto.

I giovani di Azione Cattolica della Diocesi di Milano (www.giovanimilano.it)

Leggi il discorso del Papa all’università La Sapienza in Roma

Stampa e distribuisci il volantino – I giovani per il Dialogo (.pdf)

Il Papa e l’omelia no global

mercoledì, 16 gennaio 2008

Globalizzaione

Nel giorno in cui il Vaticano rinuncia alla visita ufficale del Papa all’Università La Sapienza di Roma, volevo (finalmente) mettere un post che parlava dell’Omelia del Santo Padre nella Messa dell’Epifani lo scorso 6 Gennaio.

VATICANO. <<Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt’altro>>. Benedetto XVI anti-global nell’omelia della Messa dell’Epifania, celabrata ieri a San Pietro.
Secondo il Papa, <<i conflitti per la supremazia economica e l’accaparramento delle risorse e delle materie prime rendono difficile il lavoro di chi si sforza di costruire un mondo giusto e solidale.
Serve una speranza più grande che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti>>. La speranza è Dio, non uno qualunque, ma <<il Dio che si è manifestato nel Bambino di Betlemme>>.

Metro, 7 Gennaio 2008

Ecco allora. Riscopriamo il nostro Dio, riscopriamo Cristo e portiamolo ovunque andiamo, sul lavoro, a scuola nelle Università perchè il sapere e la conoscenza, come il mondo che ci circonda, vengono da Lui.
Non possiamo rimanere fermi a guardare.

per l’omelia completa guarda su vatican.va

un saluto

Sapienza proteste annunciate

martedì, 15 gennaio 2008

Manifesto davanti all’università

ROMA. “Sbattezzi” collettivi e musica rock. Così un collettivo di universitari promette di accogliere il Papa, giovedì, invitato alla Sapienza in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. Una lettera scritta da 67 professori invitava il rettore a cambiare idea, definendo la visita un “evento incongruo” contestando al Papa frasi “anti scientifiche”, come quando, ancora cardinale, sostenne che il processo a Galileo Galilei era stato giusto. Il rettore ha confermato l’appuntamento: il Papa è stato invitato «quale uomo di pace», ha detto. Dura Radio Vaticana che definisce l’iniziativa “censoria”.

Metro, 15 gennaio 2008

Ma per favore non ghettizzate il Papa

Lunedí 14.01.2008 16:30
di Antonino D’Anna

Fa un certo effetto leggere un appello di 60 accademici, che invitano Benedetto XVI a non mettere piede alla Sapienza, peraltro fondata proprio da un Papa e cioè Bonifacio VIII. Fa effetto perché sa di oscurantismo, ancora più incredibile perché la richiesta di allontanamento del Papa è motivata dalla “laicità della cultura”. Come dire: di cultura ce n’è una, quella laica, e guai se l’esponente più importante di quella cattolica osa mettere piede alla Sapienza. Forse di cultura ce n’è una sola proprio perché è prodotto di tutti gli uomini ed è offerta a tutti gli uomini per guardare alla realtà in cui viviamo. E forse proprio per questo la cultura, il pensiero, non teme di confrontarsi con un altro pensiero. Non ha bisogno, cioè, di muri preventivi che creano solo ghetti e impediscono quello che è alla base di ogni “illuminata” società: ossia la libera e democratica circolazione delle idee.

Ma guardando all’appello lanciato dai 60 cervelli, nascono due riflessioni: o la cultura laica è vulnerabile, e quindi allontanando il Papa si cerca di preservarla (guai se qualcuno osa dargli ragione o intavolare una discussione con lui); oppure la cultura laica è intollerante, per cui non ammette l’incontro con l’esponente di un’altra cultura. Il che è abbastanza preoccupante, visto che il pensiero unico non è – o non dovrebbe essere – alla base delle società e culture libere e moderne. Forse il punto è un altro, e cioè che Benedetto XVI, nel bene e nel male, ha scelto di scendere in campo accreditandosi non solo come Vicario di Cristo, ma anche come intellettuale quale è. È e resta nell’animo un professore, ha lo stile e il linguaggio. Ha un suo pensiero, che si può accettare o respingere; ma che non viene imposto coattivamente. Se l’avversario non ha argomenti – validi o meno – da opporre di solito insulta o se ne va: qui abbiamo addirittura il divieto d’accesso preventivo.
Difficile apprezzare un gesto simile. A proposito: nel 1979 Giovanni Paolo II ricevette gli scienziati in Vaticano, il caso Galileo è alle spalle. Peraltro il Vaticano II ha accolto con gioia e speranza i progressi della scienza e della tecnica. Non si è visto l’appello di 60 cardinali per la “cattolicità della cultura” contro i 60 accademici pro “laicità della cultura”. Sarà un caso?

La lezione dell’angelo biondo

lunedì, 14 gennaio 2008

Ariccia Volley
La squadra dell’Ariccia Volley Club del Campionato 1973-74. Col numero 5 Kirk Kilgour

Kirk Kilgour (1947-2002) fu uno dei più grandi pallavolisti degli anni ‘80, per 7 anni membro della Nazionale USA e Campione d’Italia con la squadra romana dell’Ariccia. Una brillante carriera spezzata da un tragico incidente che avvenne nel 1976, all’apice del successo sportivo: durante alcuni esercizi di riscaldamento cadde provocandosi la lussazione di una vertebra cervicale con conseguente totale paralisi degli arti.
Ma lui non si è mai arreso: 26 anni su una sedia a rotelle, dimostrando forza, volontà e coraggio tali da fare invidia ad un campione in piena attività. E come nello sport, in cui la sconfittà fa parte del gioco, egli ha vissuto la “sconfitta” dell’infortunio in positivo, traendone spunto e coraggio per lottare ancora e tornare a vincere.
E dopo tanti anni di lotta, il 10 luglio 2002 il suo cuore si è fermato…
Un vero “campione” che ha saputo affrontare la vita con serenità e con autentico spirito sportivo

La straordinaria ricchezza interiore di quest’uomo si sublima nella preghiera che lui stesso ha scritto e che ha commosso il mondo intero durante il Giubileo degli Ammalati, nel 2000

Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.

Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha donato il dolore per comprenderla meglio.

Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.

Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita perchè potessi apprezzare tutto.

Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.

Le preghiere che non feci furono esaudite.

Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!

Tratto dal sito  http://www.sportmedicina.com/kirk_kilgour.htm

Kirk Kilgour

Per chi volesse maggiori informazioni a riguardo, consiglio di visitare il sito http://www.pagine70.com/vmnews/wmview.php?ArtID=607

Una testimonianza, questa, che non può lasciare indifferenti…
e penso che un qualsiasi commento sia superfluo…

La Trasparenza

mercoledì, 9 gennaio 2008

di LAURA BOSIO

Trasparenza

Ieri, sul tram, un bambino costringeva una bambina, forse sua sorella, a un gioco per lei difficile: captare in velocità crescente il maggior numero di oggetti, persone e immagini che sfilavano sulla strada.
«Guarda il cartello, guarda l’insegna, guarda le scritte sul muro, guarda la moto gialla, il cane legato al palo, il vigile che dà la multa, l’uomo che fuma sul balcone, la scala sul tetto della macchina, il muratore sull’impalcatura, il ragazzo con il gesso al braccio, l’albero nero… li hai visti?» Lei girava la testa frenetica, gli occhi spalancati, sempre in ritardo. Ma si ostinava, sopportando gli sguardi di scherno dell’incalzante fratello che costantemente la precedeva.
Poi, con uno scatto, la bambina si è inserita nella raffica delle domande e, indicando il vetro, ha detto al fratello: «Guarda la trasparenza». Il bambino si è bloccato, gli occhi fissi al vetro che si era trasfigurato.
È una parola magica, trasparenza.
Un carattere trasparente, una politica trasparente, un mercato trasparente, un’arte trasparente, un’architettura modellata sulla trasparenza, una città di palazzi trasparenti, e magari di uomini, donne, animali, alberi e cose trasparenti… Un miraggio?

Tratto da Avvenire.it

un saluto