Archivio di maggio 2008

Indossa il naso rosso e la giornata ti sorride

venerdì, 16 maggio 2008

GiornataNasoRosso

Un week end di sorrisi e pensiero positivo.

Decine le iniziative, in tutta Italia, per la giornata del sorriso, che quest’anno cade prorpio con questo week end. In particolare i clown Volontari della Federazione Viviamo in positivo scenderanno in 34 piazze italiane per promuovere la Missione della Gioia con stand, spettacoli, intrattenimenti, tanta allegria e colore, ma anche per raccogliere fondi a favore dei Volontari clown di corsia. Tutti gli operatori saranno accomunati dal simpatico naso rosso dei clown.

Tra i progetti, quello più noto è il clown in corsia: 2400 volontari che si recano in 90 ospedali italiani ogni settimana.

da Metro, 16 maggio 2008

Per maggiori informazioni vai a:

Bhè che dire…è bello quando, accanto alle cattive notizie, se ne possono segnalare di positive e “sorridenti”.

Un saluto a tutti quanti e…facciamo di questo mondo una “cosa buona”!

Sicurezza!!!

mercoledì, 14 maggio 2008

Omicidio

Oggi parliamo di sicurezza!
É un problema serio che gli analisti dicono abbia sensibilmente inciso a far pendere le sorti delle elezioni dalla parte vincitrice piuttosto che da quella perdente.
Ma è un tema che ha molte sfacettature, perchè dietro a questo problema (spesso un problema è tanto grosso quanto più è discusso in televisione, se passa in tv il problema esiste se non passa, il problema non esiste) ci sono molte storie di ordinaria delinquenza, di straordinaria ferocia, ma di molto e troppo degrado.
E a volte, il modo errato e la mancanza di sensibilità con cui viene trattato questo problema fa nascere nelle persone, che si sentono minacciate su tutti i fronti, grosse paure, e a volte terrore, nei confronti di altri esseri umani soprattutto se hanno la pelle di diverso colore.
Non facciamoci ingannare dalle apparenze e non creiamo “di tutta l’erba un fascio”.
Impariamo ad analizzare i “problemi” Noi prima dei giornali e delle TV.

Fa più paura il delinquente ospite

Gli italiani sentono la loro sicurezza minacciata dalla presenza degli extra europei ma anche di cittadini provenienti da Paesi recentemente integrati nell’UE. Gli esperti sostengono che durante le ultime elezioni il bisogno di sicurezza sia stato determinante nel voto della maggioranza dei cittadini. Paradossalmente, sembra che gli stranieri, delinquenti e non, facciano più paura dei mafiosi, ci sono eletti condannati per favoreggiamento mafioso; dei fanatici di destra che ammazzano per una sigaretta; dei tifosi di calcio che quasi ogni domenica devastano stadi, automobili, stazioni, treni, ammazzano avversari e poliziotti. Loro non fanno paura. Non minacciano la sicurezza di tutti, stranieri inclusi. Perché loro sono dei delinquenti cittadini. Gli altri sono dei delinquenti ospiti.

Lo stesso reato ha un peso politico, sociale, mediatico diverso se è commesso da un cittadino o da uno straniero anche regolare o da un cittadino italiano di pelle nera o gialla. Purtroppo, e non è per nulla rassicurante, ci saranno sempre stranieri e cittadini fannulloni ladri, assassini, stupratori. Spetta alle leggi tutelare le persone oneste. Gli stranieri hanno bisogno dell’Italia ma gli italiani avranno sempre bisogno della presenza di un maggior numero di stranieri. Sventolare il pericolo straniero o del diverso è una mossa vecchia ma spesso vincente per chi vuole dividere ed imperare. Dovrebbero far riflettere la millenaria e drammatica storia degli ebrei in Europa, la cattiva sorte riservata dappertutto, anche nel Nord d’Italia, agli emigranti italiani. Esistono tanti stranieri che non delinquono, che muoiono nei luoghi di lavoro, che sono colpiti da malattie professionali e non ricevono né assistenza né risarcimento, che sacrificano la propria vita per salvare quella del cittadino. Loro fanno paura ugualmente.

Pap Khouma, scrittore
Tratto da Metronews.it

Dio è morto

giovedì, 8 maggio 2008

Sitting at the river

Tutti noi abbiamo appreso dai giornali/telegiornali quello che è successo in Austria a Amstetten dove un signore 73enne ha tenuto sequestrata la figlia per 24 anni e ha sistematicamente abusato di lei mettendola incinta 7 sette volte.

Leggi la notizia

La cosa che, invece, mi spinge sempre di più a leggere i quotidiani gratuiti come Metro è il fatto, che oltre a dare notizie sintetiche e senza opinioni, permette ai lettori di dire la loro sui fatti che avvengono nel mondo.
L’altro giorno per esempio, ovvero il 6 maggio, un lettore di nome Johnny83 ha scritto la sua opinione riguardo all’avvenimento austriaco.
Si intitolava: Con Amstetten Dio è morto.
e scriveva così: “La tragedia di Astetten in Austria segna la fine del Cristianesimo.
E’ il fallimento di un Dio che per se stesso ha scelto un martirio di ore, per le sue creature un martirio di decenni.
E’ la disfatta di un Dio sconfitto dal male da lui stesso generato.
Dio è morto.”

La cosa ancora più bella è che in questo giornale, nella rubrica guidata da Michele Fusco, i lettori possono anche ribattere o meglio rispondere ai commenti del giorno prima.
Infatti, il 7 maggio, ben due lettori hanno risposto.
Marco: “Vorrei rispondere alla lettera di Johnny83, secondo la quale “La tragedia di Amstetten è il fallimento di un Dio che per se stesso ha scelto un martirio di ore, per le sue creature un martirio di decenni”.
Non mi sembra che quel folle genitore fosse un fanatico religioso, e non mi sembra nemmeno che abbia rilasciato dichiarazioni del tipo “Me l’ha ordinato il Signore!”
Quindi smettila di dire idiozie: se non credi nel Signore mi sta bene, ma per favore evita di dire che il cristianesimo è morto soltanto perchè c’è gente malata di mente nel mondo che commette crimini atroci.
Il Signore c’è, è presente in mezzo a noi in ogni piccola cosa, basta solo saperlo (e VOLERLO) trovare!”

Arianna79: “Caro Johnny83, Dio non è affatto morto, siamo noi che non lo cerchiamo e non lo vediamo, ma Lui è sempre in mezzo a noi, e puoi trovarlo fra le tante persone che fanno del bene, solo che le belle notizie non fanno così scalpore come quella di Amstetten”

Di una cosa sono convinto, che ogni mezzo è buono per fare un pò di catechesi, e mi spiace ammetterlo ma le brutte avventure o i fatti neri di cronaca sono quelli che risvegliano l’anima di quelle persone la cui fede giace addormentata.
La seconda risposta mi piace di più. Perchè si avvicina l’oratorio feriale, gli animatori si stanno formando, e per giugno saranno pronti a fare del bene a quei ragazzi che gli saranno affidati.
Dio non è affatto morto, siamo noi che non lo cerchiamo.
Cerchiamo il Signore ogni volta che ci sentiamo nello sconforto, e ringraziamolo tutte quelle volte che la vita ci sorride.

Ma il discorso era un altro…
Voi che ne pensate di questa faccenda di Amstetten e di Dio?

un saluto

140 anni di AC

lunedì, 5 maggio 2008

140 anni di AC

L’Azione Cattolica Italiana festeggia i suoi 140 anni!
Questo anniversario è celebrato sia a livello nazionale che a livello diocesano e parrocchiale, attraverso numerose iniziative realizzate in ogni angolo d’Italia.
Il percorso, iniziato nel settembre 2007, culminerà con la XIII Assemblea Nazionale in programma a Roma nei giorni 1- 4 maggio 2008.

140 di Azione Cattolica
Portale dell’AC
Portale dell’AC – Diocesi di Milano

CITTA’ DEL VATICANO  – In Italia c’é una “emergenza educativa” ed è diffusa una “mentalità relativistica, edonistica e consumistica”: lo ha detto Papa Benedetto XVI parlando all’Azione Cattolica dal sagrato di piazza S. Pietro, subito dopo il Regina Coeli. In questo contesto, il pontefice ha sottolineato la “grande responsabilità” delle migliaia di iscritti dell’Azione Cattolica, la più grande associazione di laici cattolici italiana (circa 350 mila aderenti), “provocati a ricercare con coraggio sintesi sempre nuove fra l’annuncio della salvezza di Cristo all’uomo del nostro tempo e la promozione del bene integrale della persona e dell’intera famiglia umana”.

“In una Chiesa missionaria, posta dinanzi ad una emergenza educativa come quella che si riscontra oggi in Italia – ha detto Benedetto XVI all’Azione cattolica – voi che la amate e la servite sappiate essere annunciatori instancabili ed educatori preparati e generosi; in una Chiesa chiamata a prove anche molto esigenti di fedeltà e tentata di adattamento, siate testimoni coraggiosi e profeti di radicalità evangelica; in una Chiesa che quotidianamente si confronta con la mentalità relativistica, edonistica e consumistica, sappiate allargare gli spazi della razionalità nel segno di una fede amica dell’intelligenza, sia nell’ambito di una cultura popolare e diffusa, sia in quello di una ricerca più elaborata e riflessa; in una Chiesa che chiama all’eroismo della santità, rispondete senza timore, sempre confidando nella misericordia di Dio”. Il Papa ha poi ribadito le tre “consegne” affidate ai laici cristiani da Giovanni Paolo II a Loreto nel 2004: “contemplazione, comunione e missione”, in altre parole, essere “cittadini degni del Vangelo” e “ministri della speranza per un mondo più umano”, come recitava lo stesso tema del congresso dell’associazione appena concluso. Il discorso del Papa all’Azione Cattolica è stato preceduto da un saluto del presidente dell’associazione Luigi Alici che ha confermato la fedeltà e l’impegno dell’associazione, e dall’intervento di un bambino di Ac ragazzi che ha presentato al Papa un plastico di una scuola che verrà costruita in Brasile grazie a una vendita di beneficenza promossa nelle scuole italiane.

CARD.BAGNASCO: NO A ABORTO E EUTANASIA
Ai circa 60-70 mila iscritti all’Azione Cattolica, che affollano stamani Piazza San Pietro, il card. Angelo Bagnasco, presidente dell’episcopato italiano, ha rivolto un appello pressante: quello di continuare ad essere “Chiesa di popolo” in Italia e di difendere e promuovere “la vita dal concepimento al suo naturale tramonto, la libertà educativa, l’importanza ineguagliabile della famiglia basata sul matrimonio, fondamento della società “.

Il presidente della Conferenza episcopale italiana ha celebrato stamane, sul sagrato di San Pietro, una messa a conclusione della XIII assemblea dell’Azione Cattolica, la più numerosa associazione di laicato cattolico italiano, che celebra quest’anno i suoi 140 anni di attività. Secondo la gendarmeria vaticana, al momento dell’inizio della celebrazione, in piazza vi erano 60 mila persone, ma altre decine di migliaia sono attese per l’Angelus del Papa, quando si arriverà, con ogni probabilità, alla cifra prevista di 100 mila presenze. Il card. Bagnasco, nell’omelia, ha sottolineato il ruolo di primo piano svolto dall’Azione Cattolica nella storia del Paese. “La Chiesa – ha osservato – specialmente in Italia è Chiesa di popolo, cioé per tutti perché vicina a tutti nella ferialità della vita, in quel radicamento territoriale che è espresso sopratutto nelle nostre parrocchie”. “Ma bisogna – ha aggiunto – spingersi ancora più al largo: in quegli areopaghi vecchi e nuovi dove il mondo contemporaneo affronta questioni inedite e decisive, come la concezione della persona, l’esistenza e il fondamento di valori universali e invalicabili, la difesa e la promozione della vita dal concepimento al suo naturale tramonto, la libertà educativa, l’importanza ineguagliabile della famiglia basata sul matrimonio, fondamento della società umana”. “Su questi versanti che, pur illuminati dalla fede sono accessibili alla retta ragione, i discepoli di Cristo hanno da offrire la loro convinta testimonianza e la loro rispettosa parola”. “Lo scopo – ha concluso – non è altro che la fedeltà a Dio e all’uomo, per una società più umana”.

Tratto da Ansa.it