Archivio di ottobre 2008

Buon onomastico …a tutti noi …e le zucche???

venerdì, 31 ottobre 2008

Tutti i santi

Ciao, oggi vogli rilanciare gli auguri per la festa di tutti i Santi che ho ricevuto da un mio caro amico e compagno dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù.

Buon onomastico, alla vigilia della ricorrenza di tutti i Santi… e quindi di tutti i nostri nomi e di noi, chiamati alla Santità, non nel senso che siamo più bravi buoni, intelligenti di chi stà intorno a noi ma per fare presente oggi nel mondo la buona notizia… Gesù ti ama. Dio ti ama !!!

E’ vero, siamo tutto un pò zucconi (nel senso di sordi,a volte ciechi di fronte a Gesù che si manifesta nella nostra vita) ma non certo zucche vuote (per rimanere in tema…)

Ancora buon onomastico e lasciamo perdere le zucche più o meno vuote di questi giorni.. i nostri morti non erano ortaggi ma sono in comunione con noi nei cieli con Cristo risorto come noi risorgeremo, i problemi di cucurbitacee li lasciamo volentieri a chi, avendo voltato le spalle al datore e signore della vita, si riduce a credere che dall’orto possano venire le risposte che stà cercando..

Auguri

Pierguglielmo.

Allarme WWF: ”Abbiamo generato un deficit ecologico”

mercoledì, 29 ottobre 2008

Panda

«Se la nostra pressione sulla Terra continuerà a crescere ai ritmi attuali, intorno al 2035 potremmo avere bisogno di un altro pianeta per mantenere gli stessi stili di vita». È l’allarme lanciato da James Leape, direttore del WWF Internazionale.

È il duro monito contenuto nell’ultima edizione del Living Planet Report del WWF, la principale analisi dello stato di salute del pianeta lanciata oggi al livello mondiale. La domanda di risorse naturali è di circa un terzo più di quanto il pianeta possa realmente sostenere. Un grosso “spicchio” di Terra sotto forma di acqua, suolo fertile, foreste, risorse ittiche, che l’umanità consuma freneticamente ma che non fa in tempo a rigenerarsi. Nel 1961 eravamo ancora in “credito” col pianeta, ora siamo in “recessione”.

Tratto da Metronews.it

Una birra…

mercoledì, 22 ottobre 2008

San Paolo in cammino verso la Chiesa dell’Agnello

La scorsa settimana, prendendo la metropolitana, ho notato un gruppo di 5 ragazzi seduti sugli scalini; tutti, anche le due ragazze, avevano tra le mani una lattina di birra; li ho notati anche per il fatto che ostruivano il passaggio rendevano difficile la discesa ad alcuni anziani.
Circa un’ora e mezza più tardi, sono ripassato dalla stessa scala e li ho trovati ancora lì, con altre bottiglie e lattine di birra.
Mi è venuta in mente la parabola raccontata da Gesù degli operai dell’ultima ora; mi è sembrato che anche questi giovani quasi dicessero: “Siamo qui, nessuno ci chiama”.
La fantasia e la memoria si è subito messa in moto alla ricerca di cosa avrei potuto proporre a quei giovani, ai giovani in questa situazione.
Tutti, oggi, abbiamo bisogno di semplicità e di concretezza, di messaggi che tocchino il cuore e ci sveglino da quello stordimento prodotto dal rumore, dalle luci, dai falsi idoli, dall’alcool, dalla cannabis e dalla frenesia.
Lungo la strada che andava a Damasco 2000 anni fa Saulo di Tarso ha ricevuto una scossa tremenda incontrando il Signore Risorto, che gli ha permesso di mettere in crisi le proprie certezze ed iniziare un cambiamento di vita. Ce ne vorrebbero molte di queste strade, oggi, per ognuno di noi e per ogni giovane.
Tante le volte sono stato aiutato da una casa del Piccolo Cottolengo di don Orione: con semplicità e concretezza accompagnavo i ragazzi a stare con i nostri fratelli e sorelle malati, i pazzi, i deformi e a concludere con una preghiera per loro e per noi.
Recitare il Padre Nostro tenendo stretta una mano deforme o imboccare un tetraplegico è una emozione indimenticabile, una scossa niente male!
Un salto di qualità l’ho fatto quando ho capito che andare al “Cottolengo” era importante per me, che ci sarei andato comunque, anche se loro non venivano.
Così pure per la preghiera: ho imparato a fare le cose perché ci credo io e a queste cose invito i giovani.
Natale non è lontanissimo e le cose ben fatte vanno pensate e preparate.
Dio Padre ci ha stupito, ci ha dato una bella scossa mandandoci il Suo Figlio.
Natale è una grande occasione per stupire qualche giovane annoiato invitandolo a darci una mano a preparare una grande festa con i poveri e i nostri genitori, un regalo per i carcerati, una visita per gli anziani, una raccolta di generi alimentari, un concerto multietnico, uno spettacolo per l’Africa, una raccolta di vestiti, una preghiera per la pace ed una per la conversione per i trafficanti di droga; un giorno ho sentito letto la frase “ nessuno è così povero e così sofferente da non avere qualcosa da dare agli altri”; sogno il giorno in cui tutte le celebrazione eucaristiche saranno esperienze indimenticabili, abbaglianti manifestazioni di Gesù Risorto, come quella di Damasco.

don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it

Cose

domenica, 19 ottobre 2008

Carrelo della spesa

Un bambino tenta di ballare il twist.
Tiene un grosso cerchio tra le mani, all’altezza dei fianchi; dà un colpo di reni, lascia le mani e il cerchio gli cade sui piedi.
La società in cui viviamo balla il twist: quel processo circolare della produzione per soddisfare i bisogni e la creazione di bisogni che non fermino la produzione.
Lo stop della recessione farebbe cadere il cerchio sui piedi e il ballo cesserebbe.
Mi hanno spiegato fin da piccolo che le cose sono per l’uomo, ma l’ipotesi che questo povero uomo non ancheggi o non rotei a sufficenza per produrre cose, lo mette al loro servizio.
Il fine è diventato mezzo e il mezzo fine. Se lo si guarda bene è come il gioco alla roulette, dove il colpo in canna è l’ipotetico e paventato stop.
Le cose chiamano, gridano, piangono e l’uomo risponde offrendo le sue mani per essere incatenato ad esse.
Chi ha fatto per anni l’esperienza di vivere in un mondo di poche cose sa cos’è la schiavitù e cos’è la libertà.
Mi ritorna spesso alla mente la figura di un nomade del Nord del Kenya che sta bevendo il latte nei giorni delle pioggie; solleva gli occhi dal recipiente e dice con un sospiro di soddisfazione: “ya kufe / sono sazio”.
Gli basta quello e non chiede altro. Scorrendo la Bibbia trovo il mirabile cap. 18 dell’apocalisse sulla caduta di Babilonia: “Nessuno compra più le loro merci: carichi d’oro e di pietre preziose, di perle, di lino, di porpora, di seta e di scarlatto…(seguono altre 20 voci)… i frutti che ti piacevano tanto, tutto quel lusso e quello splendore sono perduti per te” (Apoc. 18, 11-14).
Franano le borse, chiudono le banche, travolgono persone e speranze.
Si tornerà a coltivare la terra, ad andare a piedi e in bici, ad abbandonare i supermercati, a spegnere la tv, a pensare, a pregare? Perchè no?
Queste non sono cose, sono vita.

Don Pietro Gallo
Parroco – Parrocchia SS.Pietro e Paolo App. – S.Salvario – Torino

Diritto al cibo: Altromercato dice no al mercato della fame!

giovedì, 16 ottobre 2008


Altromercato

commercio equo e solidale

Newsletter n. 20/08 – Mercoledì, 15 Ottobre 2008
Diritto al cibo: Altromercato dice no al mercato della fame!
Caro amico, cara amica, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione della FAO, che si celebra il 16 Ottobre, parte domani la nuova campagna di sensibilizzazione di Ctm altromercato.
Dopo “Tessere il futuro”, dedicata al mercato del cotone, arriva “Diritto al cibo”, campagna che mette al centro della discussione il problema della fame nel mondo.
http://www.dirittoalcibo.it

* CAMPAGNE

La fame non è di questo mondo

Ctm altromercato promuove il diritto al cibo e la sovranità alimentare


La fame non è giusta
La fame non è nella natura, non è di questo mondo, non è giusta…la fame semplicemente NON È e non deve essere!
Da questa convinzione parte “Diritto al cibo“, la nuova campagna di sensibilizzazione di Altromercato che vuole far luce sulle ragioni della fame nel mondo ma anche proporre azioni concrete, un vero e proprio decalogo, per sostenere ­ – in rete con tutti i protagonisti dell’economia solidale – un’agricoltura e un mercato del cibo diversi da quelli attuali.

Gli eventi di lancio
A partire da domani, fino ai primi di novembre, le Botteghe del Mondo Altromercato organizzano in tutta Italia eventi “speziali” per il lancio della campagna Diritto al cibo. Scopri gli eventi più vicini a te e partecipa anche tu:
http://www.altromercato.it/it/campagne/eventi/eventilancio
Tutti nello stesso piatto. Festa di cinema e cibo – Un festival organizzato a Trento da Mandacarù per far conoscere, attraverso il cinema e il cibo, un modello di sviluppo alternativo: http://www.altromercato.it/it/archivio_eventi/evento_mandacaru

Il decalogo
Leggi e applica le 10 buone pratiche che Altromercato consiglia per combattere la fame nel mondo nel proprio piccolo.
http://www.altromercato.it/it/campagne/decalogo
Il tuo impegno - Dopo aver letto il decalogo, aderisci anche tu alla campagna mettendo per iscritto qual è il tuo impegno per il diritto al cibo:
http://www.altromercato.it/it/equospazio/sondaggi/mio_impegno

Il viaggio
A gennaio si parte! Partecipa attivamente alla campagna conoscendo di persona i nostri produttori con uno splendido viaggio in “Un altro Messico”.
http://www.altromercato.it/it/turismoresponsabile

La bibliografia
Per approfondire i temi della campagna Ctm altromercato ti propone alcuni libri, film e siti web, raccolti in una bibliografia ragionata.
http://www.altromercato.it/it/campagne/bibliografia

L’agenda 2009
L’agenda Altromercato 2009 è arricchita con foto di Fotografi Senza Frontiere sul tema del diritto al cibo.
http://www.altromercato.it/it/prodotti/EDI/E01/304/480/030236

La fame non è nella natura

Ti aspettiamo su www.altromercato.it!

San Paolo, esempio di testimonianza.

mercoledì, 15 ottobre 2008

Caduta di San Paolo

Voglio dedicare questo post a San Paolo, perché possiamo seguire il suo esempio di testimonianza e di amore per Cristo.

CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 27 agosto 2008 (ZENIT.org).- San Paolo rappresenta il modello dell’annuncio del Cristo, ha detto questo mercoledì Bendetto XVI in occasione dell’Udienza generale tenutasi nell’aula Paolo VI.

Riprendendo il ciclo di catechesi sulla figura di Paolo di Tarso, in occasione dell’anno giubilare a lui dedicato, il Papa ha voluto offrire ai fedeli una riflessione sulle tappe principali della vita dell’Apostolo delle Genti, dedicata “all’annuncio del Vangelo senza risparmio di energie”.

“Vediamo – ha detto il Pontefice – un impegno che si spiega soltanto con un’anima realmente affascinata dalla luce del Vangelo, innamorata di Cristo, un’anima sostenuta da una convinzione profonda: è necessario portare al mondo la luce di Cristo, annunciare il Vangelo a tutti”.

La riflessione del Santo Padre è partita dalla nascita di Paolo, avvenuta a Tarso, nell’odierna Turchia, dove era stato proconsole anche Cicerone, intorno all’8 d.C. Paolo è un ebreo della diaspora che parlava greco, aveva un nome di origine latina ed era insignito della cittadinanza romana.

“Paolo – ha detto il Vescovo di Roma – appare quindi collocato sulla frontiera di tre culture diverse, e forse anche per questo era disponibile a feconde aperture universalistiche, come si rivelerà nel corso della vita”.

San Paolo, ha proseguito, imparò anche un lavoro manuale, quello di “fabbricatore di tende”.

Il Papa si è soffermato poi sulla formazione giovanile di Paolo, che intorno all’età di 12-13 anni lasciò Tarso per recarsi a Gerusalemme dove fu educato da Gamaliele il Vecchio, “secondo le più rigide norme del fariseismo e acquisendo un grande zelo per la Torah mosaica”.

“Sulla base di questa ortodossia profonda che aveva imparato alla scuola di Hillèl, in Gerusalemme – ha spiegato –, intravide nel nuovo movimento che si richiamava a Gesù di Nazaret un rischio, una minaccia per l’identità giudaica, per la vera ortodossia dei padri”.

Ecco perché, ha aggiunto, Paolo ha “fieramente perseguitato la Chiesa di Dio”.

La sua conversione avvenne intorno al 34 d.C. sulla strada per Damasco, in Siria, dove si recò con l’incarico di imprigionare i cristiani di quella città.

Benedetto XVI ha quindi rivolto il suo pensiero ai viaggi missionari di San Paolo, per esortare i fedeli a seguire il suo esempio.

Il primo di questi, che toccò Cipro e l’Anatolia centro-meridionale, nell’attuale Turchia, fu in realtà affidato a Barnaba, un giudeo-levita nativo di Cipro, che fu uno dei primi ad abbracciare il cristianesimo, dopo la risurrezione di Gesù.

Il secondo viaggio viene invece intrapreso in prima persona da Paolo, dopo il cosiddetto Concilio di Gerusalemme, in cui gli Apostoli decidono di non imporre ai pagani convertiti l’osservanza della legge mosaica.

Durante il terzo viaggio, a Corinto, ha poi rammentato, Paolo scrive la più grande delle sue Lettere, quella ai Romani, che rappresenta la sintesi del suo annuncio. Durante questo viaggio, San Paolo viene arrestato e successivamente condotto prigioniero a Roma.

“Preghiamo – ha poi esorato il Papa – affinché il Signore, che ha fatto vedere la sua luce a Paolo, gli ha fatto sentire la sua Parola, ha toccato il suo cuore intimamente, faccia vedere anche a noi la sua luce, perché anche il nostro cuore sia toccato dalla sua Parola e possiamo così anche noi dare al mondo di oggi, che ne ha sete, la luce del Vangelo e la verità di Cristo”.

Dopo la catechesi, rivolgendo alcune parole di saluto ai pellegrini di lingua francese presenti, Benedetto XVI ha quindi detto: “Possa l’esempio di San Paolo – ha detto – insegnarci a testimoniare infaticabilmente Cristo e affrontare con coraggio le prove della vita per metterle sotto lo sguardo di Cristo”.

“Mettiamo, come lui, gli affanni delle nazioni nelle nostre preghiere e nel nostro impegno missionario”, ha infine concluso.

Tratto da Zenit.org