Archivio di aprile 2009

Il «segreto» di una vita trasformata. Per amore

mercoledì, 29 aprile 2009

Domenica 3 maggio sarà la giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni. Sosteniamo con la preghiera i frutti della visita del Santo Padre a L’Aquila e per l’ormai prossimo viaggio del Papa in Terra Santa. Sta per iniziare il mese di Maggio: una bella occasione per onorare la Beata Vergine Maria. L’1 maggio, festa del lavoro vogliamo essere vicini a tutti coloro che hanno difficoltà sul lavoro.

Approfondimenti
3 maggio 2009 – Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, clicca qui per il Messaggio del Santo Padre.

risorto

In occasione delle feste di Pasqua ho avuto la possibilità di scambiarmi gli auguri con alcuni ragazzi e giovani. Manuel (nome di fantasia) è nato in Albania; più di dieci anni fa è stato dato in affido ad una coppia che già aveva due figli; nei primi tempi Manuel talvolta aveva un comportamento violento ed il rapporto con i due nuovi fratelli, ambedue più grandi di lui, maschio e femmina, non sempre era facile; Manuel ha avuto anche qualche problemino con la Polizia; dopo i 18 anni ha chiesto di continuare a vivere in quella famiglia perchè si sentiva amato e tuti e 4 i componenti della famiglia l’anno nuovamente accolto; oggi ha 27 anni, si è laureato in scienze politiche e ha trovato lavoro in una agenzia di assicurazioni; per Pasqua mi ha scritto che è felice. Eleonora (nome di fantasia) ha trascorso la Pasqua a Parigi, con alcuni amici; negli anni in cui è stata mia alunna ha attraversato momenti difficili, con qualche problema di anoressia; soffriva silenziosamente e la maggior parte dei suoi compagni di classe non la capiva e non la aiutava; ho parlato parlato spesso con lei di questa situazione. Oggi frequenta la facoltà di lingue ed ha incontrato un ragazzo che si è “interessato” a lei; è felice. Lunedi di pasquetta ho ricevuto una sua telefonata giosamente esplosiva dalla capitale francese in cui mi raccontava che si sentiva amata. Manuel ed Eleonora sono risorti. La Resurrezione è opera dell’amore; tutti abbiamo sperimentato e possiamo raccontare questa verità. La domenica delle Palme ero in piazza San Pietro con alcuni giovani; con uno di loro abbiamo commentato la bellissima liturgia e la stupenda omelia del Papa: non c’è amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici, come ha fatto Gesù. Con un brivido ci siamo chiesti se fossimo disposti a dare la vita per qualcuno; la risposta stupefacente fu affermativa; non so come ma ambedue ci siamo detti disponibili a dare la vita; ambedue eravamo inoltre sicuri di conoscere qualcuno disponibile a dare la vita per noi. E’ stata una grande emozione. A ben pensare credo che l’affermazione di Gesù sull’amore non sia poi così strana: molti, forse tutti i genitori, darebbero la vita per i propri figli! Gesù parla addirittura di amare i propri nemici e quindi di dare la vita per loro; questo dono può sembrare più difficile ma, con la forza dello Spirito Santo che è l’Amore di Dio, non impossibile. Amare qualcuno è l’unico modo per farlo risorgere. Dio è Amore, Dio ci ama, Dio è Resurrezione, è Pasqua, novità speranza. Penso ai nostri fratelli ed alle nostre sorelle colpite dal terremoto, che hanno tascorso la notte di Pasqua sotto le tende. Il nostro amore può aiutarli a risorgere.

don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it

Primo Piano
cid_asuaimmagineEventi Conclusivi dell’Agorà dei Giovani 2009 su “A Sua Immagine”
Domenica 3 Maggio, dalle ore 10.30 su RaiUno la puntata di A Sua Immagine sarà dedicata alle iniziative diocesane/regionali, vissute simultaneamente in tutte le diocesi nei giorni 30-31 maggio 2009, per la conlusione del cammino triennale dell’Agorà dei Giovani Italiani. Sarà ospite in studio, con alcuni giovani, Don Nicolò Anselmi, direttore del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile – CEI. Saranno previsti collegamenti da alcune diocesi italiane.

cid_puyvelay09Le Puy en Velay. Francia
40 giovani dai 21 ai 30 anni – 4 Continenti – 5 Lingue – 1 Sentire Comune
Dal 2 al 12 Agosto 2009 le Suore di San Giuseppe di tutto il mondo invitano i giovani a vivere un incontro internazionale e multiculturale. Il programma ha l’obiettivo di far incontrare e creare relazioni tra giovani provenienti da diversi continenti, da diverse culture, che parlano lingue diverse. Nei 10 giorni di incontro è previsto un weekend a Taizé (dal venerdì alla domenica), una piccola parte del cammino verso S. Giacomo di Compostella, di cui Le Puy rappresenta la partenza, un primo approccio alla spiritualità di comunione e di riconciliazione delle Suore di S. Giuseppe per diventare, laddove viviamo, artigiani di pace e costruttori di dialogo. Tutte le informazioni su http://centreinternationalssj.org

Nelle tendopoli, perché nessuno resti da solo

mercoledì, 22 aprile 2009

Questo tempo dopo pasqua ci invita alla gioia con il Signore Risorto.
Siamo vicini ai nostri amici terremotati in Abruzzo; il Papa andrà a visitarli il giorno 28 aprile; accompagnamo la visita con la nostra preghiera. Il 19 aprile è stata la giornata di sensibilizzazione per la tragedia umanitaria del Darfur; preghiamo per le penose situazione di tanti immigrati.
Il giorno 24 aprile sarà la Giornata in ricordo delle vittime del genocidio degli armen.

Approfondimenti
Messaggio per la giornata mondiale delle migrazioni (San Paolo migrante 24 agosto 2008).

Per notizie aggiornate sulla situazione in Abruzzo, visita il sito della Caritas Italiana su www.caritasitaliana.it

Tendopoli in Abruzzo

Il lunedì di “pasquetta” sono andato a L’Aquila; volevo esprimere la mia vicinanza a tutti i fratelli e le sorelle che hanno subito la tragedia del terremoto ma in particolare desideravo incontrare don Dante, l’incaricato diocesano di pastorale giovanile fino a settembre 2008, e don Dino, il nuovo sacerdote responsabile.
Don Dante è parroco di Pettino, una periferia de L’Aquila; la sua parrocchia è diventata un centro operativo importante.
Don Dino mi ha portato nel campo allestito dalla Protezione Civile dove attualmente vive, a Collefracido, una delle sue tre parrocchie; nel campo vivono circa 140 persone divise in tende da 8 posti.
A cena ero seduto a fianco di una signora di 82 anni. Mi ha raccontato di aver trascorso in macchina le prime notti dopo la grande scossa; ora dorme in tenda.
Mentre ero al campo sono arrivate le brandine; di notte fa freddo perché il paese è a 800 metri sul livello del mare ed il Gran Sasso e il monte Velino sono ancora coperti di neve.
Le famiglie con i bambini sono state trasferite negli alberghi del litorale adriatico. Mentre mangiavamo la minestra è arrivata una scossa, breve ma intensa. La signora mi ha detto che lei prega Sant’Emidio, protettore della popolazione contro il terremoto; aveva imparato a farlo da sua madre.
Prima di cena abbiamo celebrato la S. Messa, sotto un grande tendone bianco della “Caritas”; non tutti hanno partecipato alla liturgia ma è stato un momento molto bello; mi sono accorto di quanto sia vera la frase “La comunità cristiana fà l’Eucarestia e l’Eucarestia fà la comunità cristiana”; adulti, anziani e giovani, preti e laici, uomini e donne, tutti eravamo stretti intorno a Gesù.
Una giovane, al termine della S.Messa mi ha detto: ”Siamo contenti che don Dino sia in mezzo a noi”.
Poco prima della celebrazione una signora mi ha accompagnato a vedere le case crollate fra le quali la sua e quella del parroco.
Nel tempo fra la Messa e la cena, chi non era impegnato a cucinare o a fare altre cose, si è raccolto intorno al fuoco, seduti sulle panchine di ferro prese dalla piazza del paese; da sette giorni il fuoco ardeva ininterrottamente.
Alla luce delle fiamme alcuni raccontavano storie, altri parlavano della situazione dei propri familiari che erano altrove.
C’erano anche dei giovani in quella piccola tendopoli; sono stato bene fra quelle persone semplici, silenziose, provate dalla stanchezza di una settimana vissuta fuori casa e dal lutto per parenti, amici o solo conoscenti, ma disponibili a stare insieme.
E’ questo il vero grande desiderio di ogni uomo e di ogni donna: non essere soli nelle difficoltà e quindi in tutta la vita.
Ai 295 angeli che il sisma ha portato in cielo, chiediamo di aiutarci a capire che vivere con uno spirito comunitario è bello perché profondamente umano e quindi cristiano.

don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it

Primo Piano

Jammin09JPII Jammin’ Festival 09
La GI.FRA. di San Giovanni Rotondo, in collaborazione con Tele Radio Padre Pio, in sintonia con l’Agorà dei Giovani Italiani presenta la IV edizione del JPII Jammin’ Festival, il 24 Aprile 2009 a San Giovanni Rotondo (Fg).
Dopo i tragici eventi del 6 aprile che hanno colpito le popolazioni dell’Abruzzo e l’intera comunità Italiana, gli organizzatori del JPII Jammin’ Festival 09, hanno pensato di ridimensionare il Festival per dargli un impronta più solidale, devolvendo tutto l’incasso della vendita dei biglietti alle popolazioni abruzzesi colpite dal violento terremoto. Per questo motivo, si è deciso di annullare la seconda serata e concentrare tutto l’evento nella serata del 24 aprile che si terrà all’aperto, all’interno del Parco del Papa, in San Giovanni Rotondo. Tutte le info e gli artisti in gara su http://www.jp2jamminfestival.it

GiovaniPalestrinaAgorà dei Giovani Prenestini e Arrivo della Croce delle GMG
L’evento conclusivo dell’Agorà nella Diocesi di Palestrina
Dopo 25 anni la “Croce dei Giovani” continua continua a percorrere le strade del mondo. Dal 22 al 24 Aprile 2009 nella Diocesi Suburbicaria di Palestrina ci sarà la conclusione del triennio dell’Agorà: una grande occasione per la vita diocesana. Sarà caratterizzato dalla presenza importante della Croce e Icona delle GMG, che il Santo Padre Benedetto XVI consegnerà simbolicamente a tutti i giovani della Diocesi di Palestrina il giorno 22, al termine dei festeggiamenti per i 25anni dalla consegna. In quei giorni saranno ospitati una rappresentanza di Giovani della Polonia, circa 120 ragazzi, una occasione di vero gemellaggio spirituale. Maggiori informazioni e programma su www.diocesipalestrina.it/giovani

Giovani della LombardiaAgorà dei Giovani della Lombardia
Il 30-31 maggio 2009, nel giorno di Pentecoste, sarà la conclusione del triennio dell’Agorà: una grande occasione per la vita diocesana.
Le diocesi della Lombardia (Cremona, Crema, Bergamo, Brescia, Lodi, Pavia, Vigevano, Como, Mantova, Milano) si sono unite per vivere insieme questo evento presso il Santuario “Santa Maria del Fonte” a Caravaggio (BG).
L’O.D.L. (Oratori Diocesi Lombarde) composto dai sacerdoti responsabili degli uffici diocesani di pastorale giovanile, ha il compito di promuovere ed organizzare l’evento. Sarà anche il luogo a far entrare nell´atmosfera questo evento: il bellissimo Santuario di Caravaggio dedicato a S. Maria del Fonte. L´imponente Basilica con il maestoso viale che vi conduce, gli ampi piazzali e portici offrono ai pellegrini il luogo ideale per la sosta di preghiera, la celebrazione della riconciliazione e penitenza. Tutte le informazioni e il programma su http://agora2009.odielle.it/index.asp

“Confitti” sulla croce ma non “Sconfitti”

lunedì, 20 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo

Questa frase mi ritorna spesso alla mente mentre fisso gli sguardi ancora carichi di pianto di questo nostro popolo. Molti di essi hanno perso tutto: la propria casa, i propri averi, i figli, gli affetti. Ma soprattutto si sono visti crollare tutte quelle certezze che rendono la speranza più facile quando il cielo è sereno.

Ore 3.32, una manciata di secondi e tutto ciò che conoscevamo non c’è più.
Poche ore prima le nostre chiese e le nostre piazze erano ancora gremite di gente, di giovani universitari che si congedavano dalla nostra splendida città per tornare nelle proprie famiglie. Alcuni di loro non sono tornati e non torneranno più.
Mentre abbracciavo le loro mamme e i loro papà, mentre vedevo gli occhi stanchi di pianto, mi rendevo conto che questi miei occhi, queste mie mani toccavano Cristo crocifisso. Questa tragedia è stata scandita dai giorni della Settimana Santa. E mai come quest’anno abbiamo capito sulla nostra pelle il significato di quella passione e di quella morte. Il buio, lo smarrimento, il dolore atroce per chi rimane. E poi il silenzio. Lo stesso silenzio di chi non ha più parole davanti ad una realtà che supera l’immaginazione. Un po’ delusi e un po’ sconsolati vorremmo allontanarci da questo scenario, ma come Maria Maddalena continuiamo ad aggirarci irrequieti davanti al sepolcro sigillato di questa immane tragedia. È il nostro cuore che non vuole accettare che tutto sia davvero finito. Dio non è lontano. Dio è qui sotto queste macerie, tra queste ferite insanabili e ingiuste di case nuove crollate come grissini e di palazzi gloriosi che non hanno retto la furia di un terremoto che per la quinta volta ha raso al suolo la città e il contado de L’Aquila. E ti domandi: perché io sono in vita? Perché? Un passo biblico letto la notte di Pasqua così recita: “Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore”. E forse è questa la nostra vera responsabilità: quella di raccontare, quella di testimoniare che la morte, il dolore, la croce non hanno avuto e non avranno l’ultima parola su di noi. Questo popolo abruzzese, questo popolo aquilano ha pianto i suoi morti, ha pianto le sue case, ma non piangerà mai su se stesso. La dignità, l’audacia e la fede forte di questa gente saprà rialzare tutto ciò che è caduto, e trasformerà questa disgrazia in grazia.
Ora vorremo solo che la primavera arrivasse per davvero. Mentre il freddo ancora accompagna queste notti passate all’aperto. Ho raccolto la nostalgia di centinaia di persone sfollate in altre città, ospiti di fortuna di parenti e di alberghi stracarichi di famiglie che non hanno più nulla. Ma mentre accade tutto questo, un’ondata di solidarietà ci raggiunge da ogni dove. Sono le preghiere, i pensieri, gli aiuti, il denaro di tanti che si sentono vicini alla nostra sofferenza. Non è vero he il mondo è pieno solo di gente egoista. Il mondo è pieno anche di tanta gente di buona volontà, che senza proclami e senza far rumore si è piantonata sotto le pendici del nostro calvario.
E poi la sofferenza è una grande maestra anche di questi tempi. Ci costringe a tenere i piedi ben saldi sulle cose essenziali, senza perdere tempo su cose per cui non vale la pena vivere. Oggi, e forse solo oggi, ci rendiamo conto che solo l’amore rimane in piedi al di là di ogni sciagura. I terremoti possono tirare giù le case, fare delle vittime, mettere in ginocchio un intero popolo ma non possono far crollare l’amore. L’amore è più grande delle pietre delle nostre case, persino degli archi delle nostre chiese. L’amore è più grande anche della morte. E le persone che ci sono state tolte non le abbiamo perse veramente. L’amore travalica il guado di questa vita terrena che comunque finisce anch senza l’aiuto dei terremoti. Non possiamo permetterci di sprecare quest’occasione. Non possiamo lasciare che tutto questo ci pesi semplicemente addosso. In realtà questa atrocità deve renderci migliori, deve farci tornare a vivere, non a sopravvivere. È questo il segno del Risorto dentro la nostra vita: portare le piaghe di questa passione ma rimanere in piedi davanti ad essa. Crocifissi ma non sconfitti.
Ed anche a noi è rivolto l’invito dell’angelo della risurrezione: “non cercate tra i morti Colui che è vivo”. Cioè non dobbiamo ripiegarci su noi stessi, ma dobbiamo andare avanti. Non è salmodiando il nostro dolore che lo risolveremo ma solo affrontandolo a viso scoperto con la certezza che accanto al nostro possibile c’è tutto l’impossibile di Dio.
Questa è l’ora della fede. È l’ora in cui nel buio di ciò che stiamo vivendo solo la fede in Cristo rishiara il cammino e rende sopportabile la fatica di questa salita. Ma lì in fondo è già l’alba. Si, è Pasqua anche per noi.

don Luigi Maria Epicoco

fonte Agenzia Sir www. agensir.it

Cattivi maestri

mercoledì, 1 aprile 2009

il Figliol prodigo - Rembrandt

Nell’ultimo messaggio ai giovani per la Giornata mondiale della gioventù 2009 che si celebrerà il 5 aprile in ogni diocesi del mondo, il Papa parla dei “cattivi maestri” che hanno trascinato e trascinano oggi tanti giovani su strade sbagliate.
“Cattivi maestri” è una espressione forte che invita alla preghiera; chiedo perdono per le volte che posso essere stato un cattivo maestro e prego per la conversione dei “cattivi maestri” dei giovani, in obbedienza all’invito di Gesù di amare i nemici e pregare per i persecutori.
Nella mia vita ho incontrato alcuni “cattivi maestri”; molti erano tali perché ingannati a loro volta dall’amor proprio: provavano gusto nel diffondere le proprie idee ed essere considerati intelligenti; sono convinto che alcuni sanno di essere in errore ma l’orgoglio impedisce loro di cambiare strada e ritrattare le proprie posizioni; spesso i cattivi insegnamenti sono anche di tipo morale: vengono proposti come buoni o innocui gesti e azioni che lasciano invece segni profondi e dolorosi nella vita dei giovani.
Ho incontrato altri “cattivi maestri” che erano tali semplicemente perché superficiali, presentavano come assoluta quella che invece è solo una parte della verità; l’orgoglio impedisce loro di ammettere i propri limiti; spesso sono persone che non sanno dialogare ed in particolare non sanno ascoltare; dal punto di vista morale, travisano delle verità perché non riescono a viverle.
Altri “cattivi maestri” sono tali per smania di denaro e di potere.
Gli insegnamenti sbagliati sono fondamentalmente delle bugie. All’origine della storia umana, in fondo, c’è una bugia, quella pronunciata dal primo dei cattivi maestri, il “serpente”; nella storia di ogni uomo c’è la stessa tentazione, quella in cui Dio viene presentato come un antagonista dell’uomo, come colui che limita la nostra libertà anziché come colui che ama l’uomo e lo vuole felice.
Nella mia vita fra i giovani ho notato che la bugia è una realtà molto pericolosa; spesso dietro a uno stato di malessere, di depressione, di poca stima di sè c’è una situazione di non chiarezza famigliare, affettiva, relazionale.
La misericordia di Dio e la grazia ricevuta nel Sacramento del Perdono ci guariscono e ci ristabiliscono nella verità e nella gioia.
I ragazzi spesso sono i più indifesi di fronte alle bugie: non hanno ancora maturato l’esperienza sufficiente a capire chi vuole il loro bene e chi invece è confuso o ha altri fini.
La verità, solo la verità, ci rende liberi. L’inganno, la menzogna, ci rendono schiavi.
San Paolo, nostro maestro durante quest’anno a lui dedicato, con la sua vita ci testimonia che, con umiltà e disponibilità all’amore di Dio è possibile cambiare.

Don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it

Approfondimenti
Il Discorso del Santo Padre Benedetto XVI nell’incontro con i giovani, Luanda 21 marzo 2009, clicca qui

Primo Piano

cid_famigliaColletta in favore delle Famiglie in difficoltà
Il 30 e 31 maggio 2009, in concomitanza con gli eventi conclusivi del triennio dell’Agorà, ci sarà in tutta Italia una grande colletta in favore delle famiglie in difficoltà; siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo, affrontando questo periodo con spirito di sobrietà e mettendo in comune i nostri beni.

cid_logo_decennaleGiovaniLoreto si rinnova!
Loreto è la casa della Comunicazione tra Dio e l’uomo, dove c’ho che è essenziale e autentico viene fatto conoscere e viene accolto con gioia. E’ per facilitare la comunicazione tra i giovani e la chiesa, che il Centro “Giovanni Paolo II” rinnova il suo sito internet rendendolo più capace di raccontarsi e di essere conosciuto. L’Appuntamento è per il 2 Aprile, una data significativa per tutti i giovani che hanno amato e amano Giovanni Paolo II. Visita il sito www.giovaniloreto.it

cid_esseciblogIl discorso del Papa ai giovani in servizio civile
Sul sito www.esseciblog.it, sito del Tavolo Ecclesiale sul Servizio Civile, il discorso del Santo Padre Benedetto XVI, nell’Udienza con i gioavni del servizio civile, del 28 marzo 2009. Inoltre sono pubblicate anche le foto dell’evento e molti materiali. Visita il sito www.esseciblog.it

mosaikoMosaiko… Sat2000 e SNPG
Giovedì 2 Aprile, nel giorno del quarto anniversario della morte di Giovanni Paolo II, e della celebrazione dell’annuale incontro dei giovani della diocesi di Roma con il Papa, per cui Papa Benedetto XVI presiederà un Messa solenne nella basilica di San Pietro, ricordiamo la figura del Papa che ha inventato le Gmg e ha cambiato il modo di comunicare con i giovani.
In studio con Mons. Domenico Segalini, vescovo della diocesi di Palestrina e in collegamento da piazza San Pietro con Mons. César Franco Martínez, vescovo ausiliare di Madrid, il Card. Gorge Pell, arcivescovo di Sydney e don Maurizio Mirilli, incaricato della Pastorale Giovanile di Roma con i suoi giovani. Segui su Sky 801 oppure in diretta web sul sito www.sat2000.it