il 20 giugno è stata la giornata mondiale del rifugiato; vogliamo pregare per la difficile situazione in Iran. Non dimentichiamo i nostri fratelli dell’Abruzzo.
Ricordiamo nella preghiera tutti i nostri amici che in questi giorni iniziano gli esami di maturità!!!!
Approfondimenti
Discorso del Papa ai sacerdoti, ai religiosi e ai giovani a San Giovanni Rotondo, clicca qui

Nella mia famiglia, da sempre, prima di pranzare, recitiamo insieme, in piedi, raccolti intorno alla tavola, una preghiera.
Molte famiglie lo fanno; recentemente sono stato invitato a cena a casa di due miei amici, sposati e con tre figli di 16, 14 e 8 anni; prima di sedersi a tavola il papà ha introdotto la preghiera ricordando brevissimamente la nonna malata e un fatto di cronaca, mi sembra la morte bianca di alcuni operai, ed ha concluso con il Padre Nostro.
Ai campi estivi, nei gruppi giovanili, in modo più o meno colorito, si prega sempre prima di mangiare; spesso la preghiera si conclude con espressioni tipiche che si rivolgono a Dio chiedendo di “dare il pane a chi non ne ha” o di “fare in modo che non manchi mai a nessuno”.
La scorsa settimana la FAO ha ricordato al mondo che circa 1 miliardo di persone soffrono la fame ed il Santo Padre ha sottolineato la notizia in più occasioni; quel giorno qualcosa si è mosso dentro di me e la preghiera che recito prima del pasto mi aiuta a non dimenticare, almeno per ora…
Alcuni giorni fa ho letto un articolo in cui si elogiava la capacità di essere selettivi, di distinguere l’essenziale dall’accessorio, il necessario da ciò che è solamente utile; ricordarsi dei poveri, di chi ha fame, evitare spese superflue e sprechi, credo sia una cosa necessaria.
Una preghiera che si usa al termine dei funerali augura al defunto di essere accolto in cielo dagli angeli, dai martiri e da Lazzaro, povero in terra; ho sempre pensato che Lazzaro rappresentasse i poveri che abbiamo aiutato nella nostra vita terrena i quali ci accoglieranno festosi e grati quando li incontreremo in cielo. Gesù stesso ci dice che ogni volta che abbiamo dato qualcosa da mangiare a un affamato è come se lo avessimo dato a lui. Anche questo è un modo per restituire: Dio Padre ci ha dato il proprio figlio e noi ridiamo qualcosa a Gesù attraverso i poveri.
La carità, e quindi anche l’elemosina, “copre una moltitudine di peccati” (1Pt 4,8) dice S. Pietro nella sua Prima lettera; è una medicina per quei sensi di colpa da cui non riusciamo a guarire.
Il rischio di dimenticare è grande, anche per noi preti. In casa di un’altra famiglia, in cucina, presso la tavola, su una mensola, ho visto un salvadanaio particolare: una bottiglia etnica di ceramica, probabilmente africana; dal collo della bottiglia pendeva un cartoncino con una frase scritta a mano “per il pranzo dei nostri fratelli africani”; è un piccolo modo per educarci insieme ai nostri giovani, per tradurre la preghiera in vita, per costruire la nostre case sulla roccia: ascoltare la Parola di Dio e metterla concretamente in pratica.
don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it
Primo Piano
G8, Lettera delle Conferenze episcopali cattoliche
Sua Em.za Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, è tra i firmatari della Lettera delle Conferenze episcopali cattoliche nazionali inviata ai leaders del G8 il 22 giugno 2009.
“In questo tempo di crisi finanziaria ed economica globale, vi scriviamo a nome delle Conferenze Episcopali Cattoliche dei Paesi Membri del G8 per esortarvi a prendere provvedimenti condivisi, nel prossimo Vertice del G8 in Italia, finalizzati a proteggere i più poveri e assistere i Paesi in via di sviluppo” si legge in apertura della lettera che aggiunge: “La crisi attuale ha sollevato lo spettro della cancellazione o della drastica riduzione dei piani di aiuto internazionale, specialmente per l’Africa e per gli altri Paesi meno sviluppati. L’aiuto allo sviluppo, comprese le condizioni commerciali e finanziarie favorevoli ai Paesi meno sviluppati e la remissione del debito estero dei Paesi più poveri e più indebitati, non è stata la causa della crisi e, per un motivo di giustizia fondamentale, non deve esserne la vittima”… Scarica la Lettera!
Liberi per Vivere
“Liberi per Vivere, Amare la vita fino alla fine”: è questo il titolo del Manifesto promosso dall’Associazione Scienza & Vita, dal Forum delle Associazioni familiari e da Retinopera e sottoscritto da altre 38 sigle rappresentative dell’intero laicato cattolico italiano. L’adesione convinta e consapevole delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane, ha reso possibile l’avvio di una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita. L’obiettivo di questa operazione culturale e valoriale è quello di contrastare il “pensiero unico” che sostiene la deriva eutanasica e promuovere invece una vera cultura della vita, arricchendo il dibattito alla luce della ragione e della scienza. E’ dunque un grande momento unitario, di popolo, che si estrinseca attraverso l’organizzazione di migliaia di iniziative su tutto il territorio nazionale, al fine di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano – innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali – in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita. Visita il sito http://www.scienzaevita.org/


Marcia dei Giganti