Archivio di giugno 2009

La nostra preghiera pensando al sorriso di Lazzaro

sabato, 27 giugno 2009

il 20 giugno è stata la giornata mondiale del rifugiato; vogliamo pregare per la difficile situazione in Iran. Non dimentichiamo i nostri fratelli dell’Abruzzo.
Ricordiamo nella preghiera tutti i nostri amici che in questi giorni iniziano gli esami di maturità!!!!

Approfondimenti
Discorso del Papa ai sacerdoti, ai religiosi e ai giovani a San Giovanni Rotondo, clicca qui

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Nella mia famiglia, da sempre, prima di pranzare, recitiamo insieme, in piedi, raccolti intorno alla tavola, una preghiera.
Molte famiglie lo fanno; recentemente sono stato invitato a cena a casa di due miei amici, sposati e con tre figli di 16, 14 e 8 anni; prima di sedersi a tavola il papà ha introdotto la preghiera ricordando brevissimamente la nonna malata e un fatto di cronaca, mi sembra la morte bianca di alcuni operai, ed ha concluso con il Padre Nostro.
Ai campi estivi, nei gruppi giovanili, in modo più o meno colorito, si prega sempre prima di mangiare; spesso la preghiera si conclude con espressioni tipiche che si rivolgono a Dio chiedendo di “dare il pane a chi non ne ha” o di “fare in modo che non manchi mai a nessuno”.
La scorsa settimana la FAO ha ricordato al mondo che circa 1 miliardo di persone soffrono la fame ed il Santo Padre ha sottolineato la notizia in più occasioni; quel giorno qualcosa si è mosso dentro di me e la preghiera che recito prima del pasto mi aiuta a non dimenticare, almeno per ora…
Alcuni giorni fa ho letto un articolo in cui si elogiava la capacità di essere selettivi, di distinguere l’essenziale dall’accessorio, il necessario da ciò che è solamente utile; ricordarsi dei poveri, di chi ha fame, evitare spese superflue e sprechi, credo sia una cosa necessaria.
Una preghiera che si usa al termine dei funerali augura al defunto di essere accolto in cielo dagli angeli, dai martiri e da Lazzaro, povero in terra; ho sempre pensato che Lazzaro rappresentasse i poveri che abbiamo aiutato nella nostra vita terrena i quali ci accoglieranno festosi e grati quando li incontreremo in cielo. Gesù stesso ci dice che ogni volta che abbiamo dato qualcosa da mangiare a un affamato è come se lo avessimo dato a lui. Anche questo è un modo per restituire: Dio Padre ci ha dato il proprio figlio e noi ridiamo qualcosa a Gesù attraverso i poveri.
La carità, e quindi anche l’elemosina, “copre una moltitudine di peccati” (1Pt 4,8) dice S. Pietro nella sua Prima lettera; è una medicina per quei sensi di colpa da cui non riusciamo a guarire.
Il rischio di dimenticare è grande, anche per noi preti. In casa di un’altra famiglia, in cucina, presso la tavola, su una mensola, ho visto un salvadanaio particolare: una bottiglia etnica di ceramica, probabilmente africana; dal collo della bottiglia pendeva un cartoncino con una frase scritta a mano “per il pranzo dei nostri fratelli africani”; è un piccolo modo per educarci insieme ai nostri giovani, per tradurre la preghiera in vita, per costruire la nostre case sulla roccia: ascoltare la Parola di Dio e metterla concretamente in pratica.

don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it

Primo Piano

!cid_Logog8G8, Lettera delle Conferenze episcopali cattoliche
Sua Em.za Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, è tra i firmatari della Lettera delle Conferenze episcopali cattoliche nazionali inviata ai leaders del G8 il 22 giugno 2009.
“In questo tempo di crisi finanziaria ed economica globale, vi scriviamo a nome delle Conferenze Episcopali Cattoliche dei Paesi Membri del G8 per esortarvi a prendere provvedimenti condivisi, nel prossimo Vertice del G8 in Italia, finalizzati a proteggere i più poveri e assistere i Paesi in via di sviluppo” si legge in apertura della lettera che aggiunge: “La crisi attuale ha sollevato lo spettro della cancellazione o della drastica riduzione dei piani di aiuto internazionale, specialmente per l’Africa e per gli altri Paesi meno sviluppati. L’aiuto allo sviluppo, comprese le condizioni commerciali e finanziarie favorevoli ai Paesi meno sviluppati e la remissione del debito estero dei Paesi più poveri e più indebitati, non è stata la causa della crisi e, per un motivo di giustizia fondamentale, non deve esserne la vittima”… Scarica la Lettera!

!cid_liberivivereLiberi per Vivere
“Liberi per Vivere, Amare la vita fino alla fine”: è questo il titolo del Manifesto promosso dall’Associazione Scienza & Vita, dal Forum delle Associazioni familiari e da Retinopera e sottoscritto da altre 38 sigle rappresentative dell’intero laicato cattolico italiano. L’adesione convinta e consapevole delle associazioni, dei movimenti e delle nuove realtà ecclesiali italiane, ha reso possibile l’avvio di una grande opera di coscientizzazione popolare sul tema della fine della vita. L’obiettivo di questa operazione culturale e valoriale è quello di contrastare il “pensiero unico” che sostiene la deriva eutanasica e promuovere invece una vera cultura della vita, arricchendo il dibattito alla luce della ragione e della scienza. E’ dunque un grande momento unitario, di popolo, che si estrinseca attraverso l’organizzazione di migliaia di iniziative su tutto il territorio nazionale, al fine di raggiungere tutto il mondo cattolico italiano – innanzitutto attraverso le parrocchie e i gruppi ecclesiali – in vista della costruzione di un giudizio comune attorno alle grandi domande che accompagnano la fine della vita. Visita il sito http://www.scienzaevita.org/

Preti & giovani, le grandi scelte passano di qui

sabato, 20 giugno 2009

venerdi 19 giugno si è aperto l’anno sacerdotale; vogliamo essere vicini a tutti i sacerdoti, specialmente a quelli che sono in difficoltà ed a quelli che più direttamente si occupano di giovani.
Preghiamo per l’Iran…

Approfondimenti
Lettera del card Hummes sull’anno sacerdotale, clicca qui

Animatori Ado

Sono veramente felice che il 19 giugno 2009 inizi l’anno sacerdotale voluto dal Santo Padre e non vedo l’ora che il 19 giugno 2010 si celebri a Roma l’incontro mondiale dei sacerdoti! Nella mia giovinezza ho incontrato molti sacerdoti dai quali ho ricevuto tantissimo; avrei bisogno di un libro per ringraziarli tutti raccontando mille episodi ed avventure vissute insieme. Alcuni di loro abitano già nella casa del padre e quindi mi è più facile parlarne.
Vorrei ricordare in particolare mons. Francesco Macciò, parroco di S. Siro di Nervi, uno degli assistenti del gruppo scout Genova Levante in cui sono cresciuto. La cosa che più mi aveva colpito di questo sacerdote che, quasi ogni giorno, alle 18.30, dopo aver celebrato la S. Messa, si sedeva sulla scalinata della parrocchia insieme a noi giovani, era il modo con cui parlava a Dio e di Dio; spesso gli chiedevamo di pregare i vespri insieme con lui.
Quando celebrava l’Eucarestia o spiegava il Vangelo non modificava il tono della voce né utilizzava parole inusuali. Trattava con Dio come con un amico; un compagno abituale; talvolta mi ricordava un po’ la freschezza quotidiana del don Camillo di Guareschi, depurata dagli aspetti comici e grotteschi; trattava la chiesa come se fosse una casa, pulita, bella e accogliente e si relazionava con i parrocchiani come se fossero suoi familiari.
Era generoso con i giovani e non si risparmiava mai. Un giorno gli chiesi di venire a confessare un gruppo di scout, un sabato sera; partì con la sua “Mini Innocenti” dopo la S.Messa prefestiva; fece molti chilometri su una strada di montagna, per giungere in Val d’Aveto e ripartì verso l’1 di notte perché tanti ragazzi si erano accostati al Sacramento della Riconciliazione.
Quando gli comunicai il mio desiderio di fare un po’ di discernimento circa la mia vocazione al sacerdozio mi regalò un libro con la copertina nera dal titolo: “Psicologia del profondo e vocazione”; non ricordo il nome dell’autore. Era difficile da leggere ma mi sentii lusingato dal fatto che “mons. Maccio’ soprannominato il Maccio” mi avesse stimato in grado di leggere una cosa simile.
Non dimenticherò mai la dolcezza e la chiarezza paterna con cui accoglieva i racconti delle mie cadute e dei miei tradimenti; più di una volta mi veniva in mente la scena in cui Gesù accolse Pietro dopo il triplice rinnegamento oppure il modo in cui il Signore avrebbe accolto Giuda qualora fosse ritornato a chiedere perdono.
Quanto tempo e quante energie ha dedicato ai giovani!
Cari giovani, vi chiedo un regalo per quest’anno sacerdotale: aiutateci ad essere generosi, fedeli al nostro compito, chiedeteci soprattutto ciò per cui il Signore ci ha chiamati ad aiutarlo: catechesi, liturgia, carità; proveremo a farlo con amore…E… pregate per noi! Noi ogni giorno, come possiamo, lo facciamo per voi! Grazie.

don Nicolò Anselmi
don.nico@libero.it

Primo Piano

!cid_piuvoceNasce PiùVoce.net: cattolici i rete
Nasce “piùvoce.net”, un segno importante della presenza dei cattolici nella rete. Pubblichiamo l’editoriale di presentazione del giornalista Domenico Delle Foglie, già vicedirettore di Avvenire e portavoce di Scienza & Vita. “Più voce” al mondo cattolico, in tutte le sue articolazioni. “Più voce” alle mille realtà che animano anche silenziosamente la scena sociale e culturale del nostro Paese. “Più voce” ai protagonisti, ma anche ai valori e alle idee. Con il metodo irreversibile della trasparenza e della generosità. Mai perdendo di vista i cardini di un’ispirazione certa: la centralità della persona umana, il bene comune e la questione antropologica (vita, famiglia e libertà di educazione). Con lo sguardo di chi ama il Paese, ma soprattutto con la consapevolezza di poter contribuire alla costruzione del suo futuro. Visita e iscriviti su www.piuvoce.net

!cid_marciagigantiMarcia dei Giganti
E’ una commedia musicale di carattere sacro e di ricerca spirituale, realizzata da un gruppo di ragazzi della nostra Diocesi, frequentanti il Liceo della Comunicazione “Immacolata”.
La commedia musicale “La Marcia dei Giganti” è stata scritta in occasione del millenario della Cattedrale di Sarsina (diocesi Cesena-Sarsina). La Marcia dei Giganti è un musical che narra la storia di due ragazzi dei nostri giorni i quali, guidati dalla loro curiosità, si ritrovano a scoprire qualcosa di profondo e sconvolgente, i loro cuori ne resteranno toccati e poco a poco emergerà in loro un desiderio profondo di pace e di amore per sé e per gli altri; una pace ed un amore autentico perché ricondotto al Padre dell’amore, Dio. La riscoperta dell’amore di Dio avviene attraverso l’incontro straordinario con i giganti (solo alcuni dei tanti) “grandi testimoni della fede”. Questi testimoni però non sono solo i santi già canonizzati ma quella “gente comune” che, in nome di Dio e con il Suo aiuto, ha accettato la croce nella vita, ha accettato la sfida della sofferenza, ed è cresciuta attraverso di essa fino a diventare per questo “giganti dello spirito”. I due protagonisti fanno quindi l’esperienza dell’amore di Dio che trasformerà le loro vite. Visita il sito internet www.myspace.com/lamarciadeigiganti