Vanzone 2003
Servi per amore:
il dono di una vita
Servire, cari giovani, è vocazione del tutto naturale, perché l'essere umano è naturalmente servo, non essendo padrone della propria vita ed essendo, a sua volta, bisognoso di tanti servizi altrui.
Servire è manifestazione di libertà dall'invadenza del proprio io e di responsabilità verso l'altro; e servire è possibile a tutti, attraverso gesti apparentemente piccoli, ma in realtà grandi, se animati da amore sincero.
IL VERO SERVO È UMILE, sa di essere "inutile" (cfr Lc 17,10), non ricerca tornaconti egoistici, ma si MA SI SPENDE PER GLI ALTRI sperimentando nel dono di sé la gioia della gratuità.
(Giovanni Paolo II, GMG 2003)
La STRADA con tutti i suoi simbolismi, è l'immagine e lo scenario che ha accompagnato le giornate di Vanzone 2003.
Abbiamo imparato che la strada è simbolo del divenire della vita che richiede di dare una direzione al proprio crescere, ed è anche luogo in cui si incontrano gli altri e si cammina insieme, dove si impara a fare le proprie scelte e a puntare all'essenziale perché... con troppe cose non si va lontano!
Abbiamo scoperto inoltre che la strada è un momento diverso dal solito vivere, richiede di uscire fuori, di scomodarsi, di non stare da soli, di accorgersi di chi e di cosa c'è intorno...
La strada è anche rischio perché non si sa chi si incontrerà e cosa accadrà, se bisognerà difendersi o coinvolgersi.
Eppure, mettersi in strada è l'unico modo per vivere davvero, per conoscere le proprie capacità, i propri doni e metterli in gioco, rinunciando a quanto si ha già per trovare quella felicità di cui si avverte il bisogno, e che ognuno cerca in modi e con nomi diversi.
In quest'ordine di idee si è inserita la PARABOLA DEL BUON SAMARITANO (Lc 10,25-37) con la quale Gesù ha voluto indicare al dottore della Legge e a ciascuno di noi, qual è la strada per essere davvero felici e come è possibile percorrerla.
Gesù ci ha assicurato: "IO STO VICINO A TE, SII CERTO CHE IO TI AMO E PENSO A TE, MA TU CAMMINA E AMA TUTTI, PERCHÉ L'AMORE È LA VITA DI DIO, È LA VERA FELICITÀ".
Abbiamo capito in questi giorni che l'unica via che ci porta alla felicità, è quella che ci fa incontrare l'Amore e la sollecitudine del Signore, la sua premura e il suo perdono che ci raggiunge lì dove siamo, e ci invita a salire con Lui verso Gerusalemme, per condividere con lui il suo stesso viaggio, i suoi modi di rapportarsi con le persone, le sue scelte, la sua missione, il suo amore per ogni persona, senza differenze.
Gesù, infatti, è venuto non per essere servito ma per SERVIRE e dare la sua Vita per tutti, proprio a Gerusalemme.
Gerusalemme, dunque, è stata la meta ma è anche il punto di partenza del nostro cammino, perché lo Spirito del Risorto ci spingesse a non fermarci lì, ma a ripartire verso tutte le "Gerico" del mondo, quelle che ognuno è chiamato ad attraversare per essere, oggi, presenza di Dio che si fa vicino - prossimo - ad ogni uomo, e cura le sue ferite attraverso quei gesti concreti d'Amore che sanno restituire felicità e dignità a chi l'ha perduta.
Lo SPIRITO SANTO, dono del Cristo Risorto alla sua Chiesa, è stato l'anima del cammino.
È Colui che ha suscitato in ciascuno di noi quella sete di felicità che ci mette in movimento, e ogni giorno ci mette in strada suggerendoci gli atteggiamenti di Gesù e aprendoci gli occhi sui fratelli, con i quali camminiamo sulle strade della quotidianità, alla ricerca della Vita vera.


























Attività 

