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Missione in Perù

Il Perù è realmente un paese magnifico, non solamente per le sue cime aguzze ed innevate, ma soprattutto per il suo popolo, caloroso ed estremamente gentile.

Foto erù

Noi, con il tempo che ci è stato concesso, abbiamo visto poco ed anche la nostra opera non è stata altro che una piccola goccia nell’oceano, ma che è servita a noi stessi per aprire gli occhi verso una realtà estranea alle nostra abitudini, una realtà che nessuno si aspetterebbe mai di trovare una volta girato l’angolo della propria abitazione. Per noi, invece, è stato proprio così: la nostra casa, a Huaraz, si trovava immersa all’interno di due realtà ben distinte, una caratterizzata da un visibile desiderio di progresso e un’altra completamente povera e trascurata… questa è la caratteristica che maggiormente salta all’occhio dello straniero che si reca per la prima volta in SudAmerica: in grandi città come Huaraz, ma soprattutto nelle capitali come Lima o come Buenos Aires si nota come ci siano mille facce della stessa metropoli. Si trovano chilometri e chilometri di "favelas" (le baracche dei più poveri) affiancate da zone industriali e turistiche caratterizzate dalla presenza di scintillanti grattacieli. L’accoglienza del popolo di Huaraz è stata incredibile ed inaspettata: ogni nostra visita alle comunità più povere era accompagnata da uno spettacolo di benvenuto, preparato appositamente per noi già da parecchio tempo. La nostra presenza suscitava felicità e curiosità nei volti delle persone che incontravamo…diciamo che un gruppo di 14 italiani che passeggia per le strade di Huaraz non passa inosservato! Ogni membro della comunità peruviana portava il suo contributo in modo che il gruppo di Ferno si sentisse a casa e di tutto questo noi non potevamo fare altro che essere riconoscenti.

La nostra opera missionaria consisteva nel recarci ai “pueblos”, le comunità più povere che circondano Huaraz, per portare loro medicine, vestiti e giochi per i bambini. La nostra visita prevedeva un controllo medico a cui tutti potevano sottoporsi; i nostri compiti erano semplici: pesare, misurare l’altezza, controllare i denti, mentre la seconda fase della visita era condotta da un medico peruviano che gentilmente ci ha sempre accompagnati.

Foto perù

Successivamente, i bimbi che volevano rischiare potevano sottoporsi al taglio dei capelli…risultato? Frange storte e capelli dappertutto! I giochi che facevamo con i bambini erano i più semplici, come “Bandierina” o “Strega comanda color”, ma il bello era riuscire a far capire loro le regole (pochi di noi riuscivano a masticare qualche parola di spagnolo). Nonostante le prime difficoltà, il rapporto che si instaurava con i bambini era il più bello e il più profondo ed ogni volta che facevamo visita ad una comunità i volti rovinati dal sole ma estremamente gioiosi dei più piccoli ti riempivano il cuore di una serenità immensa! Era prevista inoltre una seconda visita nella quale portavamo il catechismo e durante la quale il don Maurizio celebrava la messa (in spagnolo, naturalmente!).

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la presenza di due persone fantastiche che ci hanno accompagnati, sostenuti e spronati: il padre Hermògenes e la madre Silvia sono stati le nostre guide e un ringraziamento speciale va a loro che ci hanno atteso, ci hanno accolti e accompagnati, passo dopo passo, nella nostra avventura e infine ci hanno lasciati con la speranza di rivederci…magari in Perù! Un ringraziamento altrettanto caloroso lo riserviamo a don Maurizio e suor Maria che hanno permesso che questa avventura si realizzasse concretamente. Ringraziamo inoltre tutti coloro che hanno pregato per noi e coloro che ogni tanto rivolgevano il pensiero a quelle splendide zone racchiuse dalle Ande che il nostro gruppo è felice di aver ammirato.

"O maestro, dammi tu un cuore grande che sia goccia di rugiada per il mondo, che sia voce di speranza, che sia un buon mattino per il giorno di ogni uomo. E con gli ultimi del mondo sia il mio passo lieto nella povertà."

Pimpi e Moni

 
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