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Home Attività Occasioni Speciali Container direzione Perù

Container direzione Perù

Indice
Container direzione Perù
Ringraziamenti
Epilogo della spedizione
Tutte le pagine

Nel 2004 un gruppo di 13 nostri ragazzi dell’Oratorio,
accompagnati da Don Maurizio e Suor Maria decisero
di trascorrere un mese in Perù, presso la missione
delle Sorelle Ministre della Carità
di San Vincenzo de’ Paoli (la congregazione delle Suore di Ferno),
a Lima e ad Huaraz, ad aiutare i bambini, i poveri ed i più deboli.

Huaraz è una località distante da Lima 400 km
ed 8 ore di viaggio e si trova a 3100 metri di altezza sul mare.

L'anno seguente, nel 2005, Don Maurizio, Lorenzo e Salvatore
sono ritornati per avviare alla conclusione i lavori
della Casa Parrocchiale di Huaraz.

Le due forti ed intense esperienze, trasmesse a noi con il loro vissuto ed i loro racconti, ma soprattutto la descrizione delle gravi carenze dei beni di primaria necessità, che affliggono queste popolazioni di poveri e piccoli che non hanno voce, forza, capacità e possibilità, hanno fatto nascere in alcuni di noi l'idea di raccogliere abbigliamento e vestiario in buono stato o nuovo, per organizzare una spedizione umanitaria.

Senza dare una veste ufficiale alla iniziativa si è sparsa la voce presso amici e conoscenti, anche perchè all'inizio pensavamo di limitarci a qualche pacco da consegnare alle Suore per la successiva spedizione in Perù.
 Invece, quasi senza rendercene conto, hanno cominciato a confluire presso  le aule dell'Oratorio pacchi, cartoni, sacchi di vestiti, maglie, pigiami,  magliette, camicie, abiti, calze, scarpe, felpe, maglioni, cappotti...
 Alcune mamme e donne hanno iniziato a selezionare, lavare, stirare e mettere in  ordine e confezionare nei cartoni quanto si accumulava in misura sempre  più..."preoccupante".

 Le informazioni raccolte sulle modalità dell'invio di un container di 33 metri cubi,  che è la dimensione più piccola, sono state per noi una bella doccia fredda; i  costi per una spedizione via mare, la più economica, erano eccessiviper le  finanze del nostro Oratorio ed inoltre necessitavano una serie di certificati  difficili da ottenere e far vistare al competente consolato: certificato di  disinfestazione del contenuto, certificato di lavaggio dei capi di vestiario,  certificato di fumigazione.
 Una nostra visita al consolato del Perù, a Milano, ci lasciava ancora più perplessi per il disinteresse e la indifferenza dimostrate dai funzionari interpellati.

A questo punto accadevano due episodi significativi:

  • Salvatore, che purtroppo non poteva più dare il suo aiuto concreto nell'operazione ci faceva pervenire, tramite la sua famiglia, quasi esattamente, la cifra necessaria per coprire tutti i costi della spedizione.
  • Un contatto casuale via e-mail con la Caritas del Perù incontrava la proattiva presenza di Silvia, che poi abbiamo scoperto essere di Rescaldina, che con grande disponibilità e competenza guidava i nostri movimenti nei meandri della burocrazia; ci indicava uno spedizioniere di Vicenza che effettua quasi esclusivamente spedizioni umanitarie verso tutti i paesi poveri del mondo.

Un funzionario della ditta di spedizione al quale raccontavo la "casualità" di questi episodi mi rispondeva con disarmante semplicità e con la sua caratteristica cadenza veneta: "...ma questa si chiama providensa..."

Tutto questo faceva rinvigorire il nostro entusiasmo e pur dovendo riesumare anche quello che era già stato confezionato, per procedere ad un analitico inventario dei capi da spedire, ci permetteva (e ci obbligava) in poco tempo di arrivare alla conclusione dell'iter necessario.

Il 4 gennaio 2006 un gruppo ben organizzato di circa una quarantina di persone (adulti, ma soprattutto giovani, ragazzi, bambini) in meno di due ore caricavano 375 colli di merce accatastando, in tutto lo spazio consentito del container, circa 15.000 capi di abbigliamento.

E’ stata una mattinata indimenticabile:
era palpabile l'entusiasmo contagioso dei ragazzi; 
era uno spettacolo il passaggio dei pacchi di mano in manoin una lunga catena che dalle aule del secondo piano dell'Oratorio arrivava fino al cancello di via Verdi, dove provetti "magazzinieri" stipavano i cartoni ottimizzando lo spazio del container.

Alle 11:40 don Maurizio incollava sull’ultimo cartone, prima di chiudere e sigillare gli sportelli del container, la fotografia di Salvatore.
Anche lui partiva...per il terzo viaggio in Perù, accompagnando il nostro carico verso quei piccoli e poveri che aveva imparato a conoscere ed amare nei suoi precedenti due viaggi.

L’emozione ci ha stretto un pochino la gola... credo che nel nostro cuore tutti abbiamo assistito alla partenza del carico con una preghiera ed un desiderio.

Adesso non ci resta che seguire il percorso della nave, la "Florida", che è salpata da La Spezia ed attraverserà l'oceano per portare un poco di felicità ai nostri amici Peruviani.

Il percorso della nave dovrebbe toccare i seguenti porti:
BOSTON, NEW YORK, MONTREAL, TORONTO, BALTIMORA, NORFOLK, FILADELFIA, CHARLESTON, PORT EVERGLADES, JACKSONVILLE, SAVANNAH, HOUSTON, NEW ORLEANS, OAKLAND, LONG BEACH, FREEPORT, CARTAGENA, PUERTO CABELLO, BUENAVENTURA, GUAYAQUIL, CALLAO.



 
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