• Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
  • Oratorio Beato Giovanni XXIII di Ferno
Home Attività Occasioni Speciali Esperienza al Cottolengo di Torino

Esperienza al Cottolengo di Torino

CHARITAS CHRISTI URGET NOS

"L'Amore di Cristo ci spinge!"

Non si vede tutti i giorni un gruppo di adolescenti e giovani desiderosi di conoscere realtà diverse dalla propria.
E' successo Sabato 17 Febbraio ai ragazzi dell'oratorio di Ferno e la realtà in questione è quella del Cottolengo (o Piccola Casa), l'istituto fondato da don Giuseppe Cottolengo che ospita circa 2000 persone aventi handicap fisici o mentali. 
La nostra visita è cominciata con l'introduzione di suor Milvia riguardante la decisione presa dopo un periodo di crisi dal Cottolengo per aiutare le persone meno fortunate.
L'importanza di questo istituto è stata sottolineata dalla testimonianza di Rita, una donna focomelica che per il suo handicap fisico è stata abbandonata dai suoi genitori. 
Purtroppo tuttora non viene riconosciuta dalla sua famiglia ma ne ha trovata un'altra decisamente migliore capace di accoglierla e accettarla per quella che è. 
Ci ha colpito il fatto che tutto è stato raccontato senza far trasparire ne rabbia e ne tristezza, anzi, nella sua raccolta di poesie si riscontra soprattutto ringraziamento per tutto quello che ha ricevuto.
Rita è cresciuta con le suore che le hanno permesso di frequentare la scuola interna fino alle medie e ora passa le giornate ad aiutare gli altri.
La sua testimonianza ci ha fatto pensare a quanto siamo fortunati e quanto la nostra mentalità sia chiusa perché spesso siamo spaventati da tutto ciò che ci appare "diverso" tanto da
rifiutare una persona.
Più tardi siamo stati ospitati dalla famiglia (così si chiama l'insieme di persone accomunate dalla stessa forma di disabilità) delle sordomute, dove abbiamo incontrato una signora molto speciale che non solo ha perso l'uso dell'udito e della parola ma anche della vista. Nonostante questo Angela, così si chiama, dice di aver ricevuto tutto dal Signore. A questo punto sorge spontanea una domanda: perché lei che ha delle difficoltà affronta la vita meglio di noi? La risposta che mi sono dato è questa: loro vivono di cose semplici mentre noi di banalità. Queste persone non hanno potuto scegliere perché qualcuno lo ha  fatto per loro eppure si ritengono fortunate.
 Nel pomeriggio, dopo la Messa e la pausa pranzo abbiamo proseguito il nostro tour  con Suor Milvia. La Piccola Casa dispone di lavanderia, refettorio ecc. che la rendono  autonoma e la tecnologia, inoltre, ha permesso ad alcune persone di superare quegli  ostacoli portati dalla loro disabilità. Anche dal punto di vista economico l'istituto viene  sostenuto grazie alla vendita dei lavori ottenuti dalle varie attività ricreative e dalle  offerte.
 E' venuto il momento di lasciare il Cottolengo e Suor Milvia, prima di salutarci,  ribadisce l'importanza della carità cristiana e della vita che è un dono prezioso e non  va sicuramente sprecato. 
 Ultima tappa della nostra “avventura” è la Basilica Maria Ausiliatrice che contiene la  tomba di San Giovanni Bosco che abbiamo ricordato nel nostro oratorio il 31 Gennaio.
 Sicuramente da questa esperienza abbiamo ricevuto molto in particolare questo messaggio: l'importanza della vita vissuta nella semplicità al servizio di chi ci sta accanto, di chi ha bisogno e non nelle banalità.
Un ringraziamento da parte nostra a tutti coloro che svolgono opere caritative all'interno della Piccola Casa e un saluto agli abitanti del Cottolengo.

Roberto Angiolini

 
Joomla SEO powered by JoomSEF
Login
Amici Online
No