Esercizi spirituali 2009
Noi ragazzi dell’oratorio vogliamo condividere con voi alcune significative esperienze che ci hanno aiutato a crescere dal punto di vista spirituale nella conoscenza di Gesù e hanno aumentato in noi il desiderio di rivivere con Lui i giorni della Passione e Resurrezione.

Gli esercizi spirituali sono iniziati con le lodi di Lunedì 30 Marzo alle ore 6:30 dove nel silenzio della cappella dell’oratorio abbiamo potuto iniziare la nostra giornata ringraziando il Signore per tutto ciò che ogni giorno ci da l’opportunità di vivere e per le persone che ci mette accanto. Con l’aiuto di Don Maurizio abbiamo poi anche avuto la possibilità di riflettere sulle parole del salmo diretto che ci hanno mostrato la presenza di un Dio buono capace ogni volta di ascoltare il nostro lamento, cancellare il nostro peccato, sconfiggendo il maligno e dando la possibilità all’uomo di rifugiarsi all’ombra delle sue ali.
Dopo la preghiera, la colazione tutti insieme dove anche qui abbiamo avuto la possibilità di comunicarci, sia le lamentele per il sonno, sia i pensieri che la preghiera ci ha suggerito. Anche Mercoledì 1 e Venerdì 3 Aprile con le lodi della mattina abbiamo avuto il piacere di condividere con il Signore l’inizio della nostra giornata e provare la gioia dello stare insieme durante la colazione, dopo la quale ognuno raggiungeva la scuola e, per i più grandi, il lavoro.
Martedì 31 Marzo invece alle 18:30 ci siamo ritrovati in cappella per recitare il vespro dopo il quale abbiamo condiviso, una semplice cena arrivando a capire che anche nelle cose più quotidiane e semplici vi è la presenza di Gesù.
Infine Giovedì 2 Aprile non siamo mancati all’incontro con l’Eucarestia dove abbiamo potuto condividere con l’intera comunità il grande dono che Gesù ci ha fatto.
Per poter concludere nel migliore dei modi la nostra settimana con Dio non poteva mancare una giornata di ritiro che si è svolta Domenica 5 Aprile ed è stata un po’ la giornata conclusiva di questa nostra preparazione alla Pasqua.
Alle ore 8:00 ci siamo ritrovati nella cappella dell’oratorio per la recita delle lodi alle quali è seguita una breve ma intensa meditazione di Don Maurizio sul tema: “Testimoni della Speranza”.
Il cristiano è l’uomo della speranza ed è spinto dallo spirito a vivere di speranza e proprio per questo l’uomo cristiano non spera in qualcosa ma in Qualcuno e questa speranza ha un nome: Gesù Cristo.
Il cammino della speranza in noi è il solo che permette alla nostra fede di conservare:
- la semplicità spirituale con la quale l’uomo può abbandonarsi totalmente a Dio,
- lo splendore della purezza con il quale è possibile stabilire un certo ordine negli affetti
- la rettitudine di intenzione grazie alla quale nelle mie scelte coinvolgo e mi lascio coinvolgere dal Signore.
La speranza è come un àncora che lega la nostra vita alla vita eterna ed è come una croce rovesciata ma c’è sempre un pericolo in agguato cioè che la speranza ceda il posto all’illusione.
Per qualche cristiano speranza e illusione possono risultare interscambiabili ma in realtà non è così perché la speranza ci fa tenere gli occhi aperti sulla realtà di Cristo nella nostra vita, invece l’illusione ce li fa chiudere e ci fa rincorrere sogni senza Dio che da un momento all’altro lasciano il posto alla delusione.
Al termine di questa riflessione ci siamo recati a San Martino per partecipare alla S. Messa delle 9:30 che rievocava l’entrata di Gesù a Gerusalemme nella Domenica delle Palme. Al termine della celebrazione siamo tornati in oratorio dove, con l’esposizione del Santissimo, abbiamo iniziato un tempo di Adorazione Eucaristica personale all’interno del quale ognuno ha potuto rileggere la propria vita alla luce del Vangelo. In questo siamo stati aiutati anche dalle parole del Papa Benedetto XVI contenute nel suo messaggio per la XXIV Giornata Mondiale della Gioventù dove incita i giovani a fare scelte che manifestino la fede senza cedere alla logica dell’interesse egoistico. Il cristiano autentico non è mai triste, anche se si trova a dover affrontare prove di vario genere, perché la presenza di Gesù è il segreto della sua gioia e della sua pace.
Questa speranza che i giovani ricercano può essere solo Dio, che abbraccia l’universo e che può proporci e donarci ciò che, da soli, non posiamo raggiungere.
Questo messaggio del papa si conclude con un esortazione di San Bernardo ispirata a Maria Stella del mare: “Tu che nell’instabilità continua della vita presente, ti accorgi di essere sballottato tra le tempeste più che camminare sulla terra, tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella, se non vuoi essere spazzato via dagli uragani. Se insorgono i venti delle tentazioni e ti incagli tra gli scogli delle tribolazioni, guarda alla stella, invoca Maria … Seguendo i suoi esempi non ti smarrirai; invocandola non perderai la speranza; pensando a lei non cadrai nell’errore … ”.
Questo tempo si è concluso con la visione dell’Angelus del Papa, dove Benedetto XVI ha anche rivolto un pensiero speciale alle delegazioni di ragazzi provenienti con i loro vescovi da Australia e Spagna per la consegna della Croce e dell'icona della GMG. Al termine di tutto questo abbiamo potuto condividere un buon pranzo ormai consapevoli che chi vuole riservare la sua vita per se stesso, la perde invece chi dona la sua vita quotidianamente nei piccoli gesti, la trova.
Verso le 14:30 si è tenuto, divisi a gruppi, un semplice momento di condivisione dove ognuno ha potuto comunicare anche agli altri ciò che maggiormente lo aveva fatto riflettere o ciò su cui doveva ancora lavorare. La giornata si è infine conclusa con la celebrazione dei vespri in cui si è potuto ringraziare ancora una volta Gesù per i giorni trascorsi facendo più attenzione del solito a quello che, seppur invisibile agli occhi, dovrebbe essere l’essenzialità della nostra vita.
Personalmente mi sono state davvero utili queste giornate perché mi è stata data la possibilità di “abbandonare” il caos della routine quotidiana per fermarmi a rivolgere lo sguardo a Colui che mi ha dato la possibilità di vivere questa vita e che non ha esitato ha donare la sua stessa vita per me passando attraverso la sofferenza della croce infatti, non c’è amore senza la Croce.
Anche dai pareri che ho potuto raccogliere da altri, ho visto come questi sono stati giorni intensi ma anche di grande maturazione personale e anche la partecipazione è stata molto alta e sentita.
Colgo, quindi, anche l’occasione per ringraziare coloro che hanno condiviso e intrapreso queste giornate con me ma anche coloro che le hanno preparate e hanno speso il loro tempo per pregare con noi.
Ora non ci resta che vivere bene la settimana “Autentica” che sta per iniziare e vivere bene quel “passaggio” dalla morte alla vita che si incarna nella Pasqua.
Michela Galatro


























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